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Potere digitale

Potere digitale

Il digitale non è una semplice innovazione tecnologica, ma una nuova forma di potere che attraversa ogni dimensione della vita contemporanea. Nato dall’incontro fra ricerca scientifica, innovazione imprenditoriale, investimenti pubblici e deregolamentazione, questo potere ha progressivamente assunto una portata globale, ridefinendo i rapporti tra individui, imprese, stati e organizzazioni internazionali. Dalle origini della Silicon Valley alla diffusione dell’intelligenza artificiale generativa, viene ricostruita l’ascesa delle grandi piattaforme tecnologiche e del capitalismo digitale fondato sui dati e sull’economia dell’attenzione. Le piattaforme non si limitano a operare nei mercati, ma vanno a coincidere con i mercati stessi, accumulando una capacità di influenza economica senza precedenti. A questa trasformazione si affianca la nascita di una società digitale nella quale le relazioni personali, il lavoro, la formazione delle opinioni e l’esercizio delle professioni vengono sempre più mediati da algoritmi e sistemi di intelligenza artificiale. Una serie di casi esemplari – presentati come quadri della situazione - illustra concretamente i problemi affrontati. La vicenda del chatbot Tay mostra come un sistema privo di adeguati vincoli possa trasformarsi in uno strumento di diffusione dell’odio; la storia di OpenAI racconta il passaggio da una missione orientata al bene comune alle pressioni degli investitori; il lancio di DeepSeek evidenzia l’emergere della sfida cinese nell’intelligenza artificiale. Altri esempi riguardano gli effetti sociali delle relazioni con assistenti virtuali, come il conflitto tra Hollywood e l’IA, la giustizia predittiva, il caso Cambridge Analytica, il riconoscimento facciale, la tassazione delle piattaforme e la sovranità digitale. Come governare un potere tecnologico che tende a superare confini, regole e categorie tradizionali della politica e del diritto?

In Potere digitale, Luisa Torchia prova a rispondere proponendo una riflessione ampia e interdisciplinare sulla trasformazione prodotta dalle tecnologie digitali nelle società contemporanee. Docente di Diritto amministrativo presso l’Università degli Studi Roma Tre, direttrice dell’Alta Scuola per l’Amministrazione, Torchia affronta il tema non dal punto di vista dell’innovazione tecnologica in sé, ma da quello dei rapporti di potere che essa genera. L’originalità del volume consiste proprio nell’assumere il “potere digitale” come categoria interpretativa capace di collegare fenomeni quali il dominio delle Big Tech, il capitalismo dei dati, l’intelligenza artificiale, la trasformazione dello stato, la competizione geopolitica e la regolazione giuridica. L’ampio percorso è costellato dai quindici Quadri che costituiscono brevi approfondimenti su casi concreti e significativi: dalle Compagnie delle Indie come antecedente storico degli operatori globali contemporanei fino allo scontro tra Elon Musk e il Brasile e i divieti previsti dalla normativa europea sull’IA. L’autrice evita sia gli entusiasmi tecnofili sia le visioni catastrofiche e propone una prospettiva del rapporto tra tecnologia, democrazia e libertà fondata sulla responsabilità, sulla regolazione e sulle scelte collettive. Il problema centrale non è stabilire se il digitale rappresenti una promessa o una minaccia, ma comprendere come un potere così esteso possa essere sottoposto a regole, controlli e limiti compatibili con i principi democratici, come giungere a un equilibrio tra innovazione e governo del potere.