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Preghiera di sangue

Preghiera di sangue

Ottobre. Il commissario Logrieco e il viceispettore Rivera si stanno dirigendo verso Livorno. Il Pescatore ha ammazzato ancora. Il Pescatore è un serial killer e ha questo soprannome perché accanto ai corpi delle vittime uccise lascia un’anguilla, la sua firma. Il corpo della prima vittima è stato rinvenuto il 10 aprile nella Cappella Placidi, ai piedi della statua La visione di Ezechiele di Tito Sarrocchi; il secondo omicidio risale al primo maggio, sotto le arcate della cattedrale di Pistoia; il 6 luglio viene ritrovata una prostituta moldava a Torrita di Siena; il 21 luglio è il turno di un commesso a San Vincenzo; infine, prima di quest’ultimo, il 21 settembre la quinta vittima viene colpita nei pressi di Orsanmichele a Firenze. Accanto ai corpi, oltre alle anguille, dei simboli religiosi. Rivera avanza l’ipotesi di un fanatico. Una volta arrivati a Livorno, gli si prospetta una pista. Secondo Logrieco, la sera del 18 ottobre, data dell’omicidio, l’entraîneuse del night club “Aquarius” Magdalina Stavreva avrebbe sconsigliato a una coppia di fare colazione in un posto, poiché la stessa notte il Pescatore avrebbe battuto quella zona. Magdalina conferma e mette Logrieco e Rivera in contatto con sua nonna, Macrina Maleeva. Macrina ha lavorato all’ambasciata bulgara a Roma e risiede a Sofia. È molto esperta di simbologia religiosa e sta seguendo il caso del Pescatore perché sua nipote risiede in quella zona. Fatte le dovute presentazioni, la signora si mette a spiegare al commissario e al viceispettore come ha fatto a dedurre che il Pescatore avrebbe ucciso qualcuno a Livorno proprio il 18 ottobre...

Ha partecipato quasi per caso al torneo letterario IoScrittore, organizzato dal gruppo editoriale Mauri Spagnol. L’intento era quello di farsi giudicare, così per curiosità. Invece è entrata nella decina vincente e ha visto il suo romanzo, Preghiera di sangue, pubblicato. Guergana Radeva, bulgara classe ’67, da circa trent’anni in Italia, da pochi in Maremma, non è nuova al mondo letterario. Per Mangrovie ha pubblicato Amalgrab ovvero lo specchio delle mie brame, per de-Comporre Gelo e per Progetto Cultura Rosa canina. Preghiera di sangue è a tutti gli effetti però un salto di qualità, soprattutto in termini di visibilità. All’interno del romanzo, il commissario Logrieco e il viceispettore Rivera (il vero protagonista) sono alle prese con un serial killer che uccide secondo un preciso pattern religioso. Attorno ai due agenti ruotano una miriade di personaggi secondari che, in un modo o nell’altro, arricchiscono il romanzo e lo rendono godibile. Lo stesso non si può dire invece delle infinite digressioni a sfondo clericale: dall’arte all’Etiopia, passando per tutto quello che c’è in mezzo. Molte di esse sono infatti non necessarie e allo stesso tempo davvero troppo approfondite. Mentre si presterebbero bene a un altro genere, rendono pesanti e difficili da seguire alcuni passaggi (importanti) di questo thriller, rallentando un’opera che presuppone invece tutt’altra velocità.