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Premio Strega 2025, ovvero del veglione di Fantozzi e del Maestro Canello

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Molti di voi ricorderanno una delle scene più divertenti - e al tempo stesso più struggenti - di Fantozzi, il primo film della serie interpretata (e in parte scritta) da Paolo Villaggio, datato 1975 e diretto da Luciano Salce. La famiglia Fantozzi decide di festeggiare il Capodanno con i colleghi del ragionier Ugo a un veglione low-cost organizzato dal terrificante Filini in un freddo e squallido scantinato. Alle 22.30 scarse il famigerato direttore d’orchestra, tale Maestro Canello (che in realtà è impegnato con il suo complesso in un altro veglione) imbroglia i presenti annunciando che mancano tre minuti alla mezzanotte, anticipando così i festeggiamenti e i brindisi di un’ora e mezza, per poi dileguarsi. Solo quando emergono dallo scantinato e vengono investiti con violenza dai fuochi d’artificio e dai “botti” della mezzanotte reale, gli impiegati si accorgono dell’imbroglio.



I minuti finali della serata finale della LXXIX edizione del Premio Strega, condotta da Pino Strabioli e trasmessa in diretta su Rai 3, sembravano gestiti proprio dal Maestro Canello. Strabioli infatti - resosi conto con sgomento che la trasmissione stava finendo mentre ancora era in pieno svolgimento lo scrutinio delle schede votate (possibile che nessuno se ne sia accorto prima?) e adducendo la necessità comunicatagli dall’alto di “stringere” - ha deciso di “anticipare la mezzanotte” come al veglione di Fantozzi. Ha consultato prima Donatella di Pietrantonio, vincitrice della scorsa edizione e quindi di diritto presidente del seggio di voto (ricevendo in risposta solo un sorriso serafico e smarrito - e d’altronde che poteva dire), poi Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, che ha sussurrato qualcosa con aria contrariata e ha suggerito a Strabioli i voti (187, diventeranno poi 194 correggendo la celebre lavagna qualche minuto più tardi e ovviamente nel comunicato ufficiale) che proclamavano Andrea Bajani vincitore dello Strega 2025. Bajani che è stato festeggiato frettolosamente mentre la diretta Rai si chiudeva.

Un pasticcio che non rende onore al prestigio della nostra televisione pubblica e del più importante - almeno dal punto di vista industriale, comunicazionale e mondano - premio letterario italiano. E un vero peccato, perché la serata fino all’entrata in scena del Maestro Canello era filata via abbastanza liscia e gradevole, senza le temutissime allusioni alla polemica assenza del Ministro della Cultura Giuli e con il contributo decisivo di un Filippo Timi talmente ispirato da far sembrare belli tutti gli incipit dei romanzi in gara, anche se a rileggerli così non è. Rivedibile invece Anna Foglietta, non per la coloritura politica del suo monologo ma per i troppo frequenti inciampi - nonostante il gobbo. Ottimi i cocktail a base di liquore Strega serviti durante la serata. A dir poco azzardate alcune mise sfoggiate in platea. Il tanto evocato Pasolini ci sarebbe andato giù pesante.



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