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Premonizioni

Premonizioni

Affonda nella notte dei tempi il convincimento che esista una dimensione “altra”, collocata oltre quella fisica. Ovvero: c’è qualcosa al di là dell’apparenza. E tra le due sfere è possibile realizzare qualche contatto. Rientra in questo ambito la credenza diffusa tra gli antichi, e non solo, che in condizioni eccezionali si possono trovare soggetti privilegiati, capaci più e meglio degli altri di proiettarsi nella sfera metafisica. Tali sono stati considerati grandi condottieri come Alessandro Magno, Giulio Cesare, Costantino. Oppure profeti, come Mosé. La loro eccezionale avventura umana, proprio per tale eccezionalità, è apparsa inequivocabilmente segnata dalla divinità. Tutti hanno esercitato pratiche e magiche e trovato nello spazio del sogno, o dei presagi, gli indizi che hanno consentito di superare i confini della normalità. Alessandro, ad esempio, si slancia in un’impresa che rasenta la follia e, consultati indovini egiziani, si scopre nientemeno che figlio di Zeus. Soprattutto in tempo di guerra gli antichi fanno infatti ricorso a profeti e maghi. Tale il caso della Pizia di Delfi, che ispirata dal dio Apollo preannuncia agli ateniesi la vittoria contro i Persiani...

Riccardo Ferrazzi ha confezionato un esile saggio che affronta in verità un tema vastissimo e di grandissima complessità. Sceglie di farlo con una trattazione volutamente alleggerita dalle classiche zavorre accademiche: niente note, nessuna indicazione bibliografica. Ne guadagna la scorrevolezza dell’argomentazione, anche grazie ad una scrittura limpida ed essenziale. In questo modo il breve volumetto può risultare utile per addentrarsi in un tema così complesso. Per muovere i primi passi, partendo dagli spunti di riflessione offerti dall’autore, per poi magari cimentarsi in un ulteriore necessario approfondimento di un tema che, comunque, ha un indubbio fascino.