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Presunto innocente

Presunto innocente

Chi lavora abitualmente con il procuratore Raymond Horgan sostiene che l’uomo non abbia un bell’aspetto, ultimamente. È ingrassato molto e ha un’aria perennemente torva. Da venti mesi ha rotto con Ann, che è stata sua moglie per trent’anni, e nessuno, fino a un anno prima, scommetteva che lui avrebbe avuto l’energia per ripresentarsi candidato alle prossime elezioni. Lui stesso ha atteso che mancassero quattro mesi alle primarie per presentare la propria candidatura. Perché l’ha fatto? C’è chi dice che si sia lanciato in questa nuova sfida per la sua assuefazione alla vita pubblica e al potere, ma Rusty Sabich, viceprocuratore capo, è convinto che la decisione sia frutto dell’odio dichiarato di Raymond per l’avversario alle primarie, Nico Della Guardia. La battaglia si è presentata sin dall’inizio dura e senza esclusione di colpi e la morte di Carolyn Polhemus proprio non ci voleva. Raymond la conosceva da tempo, da quando era addetta alle pratiche per la libertà vigilata prima ancora che si laureasse in legge. Carolyn lavorava per lui ed era un bravo avvocato, intelligente e sexy. E la sua vita si è spenta all’improvviso in maniera inaccettabile, con il cranio sfondato da una bastonata, probabilmente l’operato di un cretino qualunque che ha fatto irruzione in casa sua. Ma Rusty gli ricorda che non c’è stata alcuna irruzione. Non sono state trovate né porte né finestre rotte. La vittima è stata trovata legata e violentata, quindi difficilmente l’assassino è un vagabondo qualunque. In ogni caso Raymond vuole che Rusty, incaricato di occuparsi del caso, trovi un colpevole prima possibile, per salvargli la faccia e consentirgli ancora di vincere alle elezioni. Della Guardia, infatti, non appena venuto a conoscenza del brutale assassinio, ha cercato di screditare l’operato di Horgan, accusandolo di essere stato troppo permissivo negli ultimi dodici anni in merito all’applicazione della legge, rendendosi di fatto complice della criminalità cittadina, che può agire indisturbata dimostrando che non sono più al sicuro neppure i collaboratori del procuratore distrettuale. Non c’è tempo da perdere, quindi. Occorre dare un’accelerata alle indagini e assicurare un assassino alla giustizia. E Rusty deve procedere senza indugi, mettendo a tacere ogni sentimento personale e ogni ricordo legato a Carolyn, la donna che gli ha rubato l’anima...

L’opera prima di Scott Turow, divenuto poi uno dei maestri del legal thriller, è un romanzo dalla trama plausibile e perfettamente congegnata, capace di mettere in luce ambiguità e scrupoli morali servendosi della materia legale come collante di prim’ordine. La vicenda, ambientata in una contea del midwest americano, vede come protagonista Rusty Sabich - interpretato da Harrison Ford nella trasposizione cinematografica del libro, datata 1990 - abile e apprezzato viceprocuratore capo, che deve vedersela con un intricato e delicato caso di possibile stupro e omicidio. Si tratta di un delitto perpetrato con una violenza inaudita e avvenuto in un momento delicatissimo per Raymond Horgan, il procuratore distrettuale per cui la vittima lavorava - e con cui, forse, il legame andava oltre il mero aspetto lavorativo -, alle prese con le nuove elezioni per il rinnovo della carica. L’individuazione dell’assassino, quindi, è urgentissima e Rusty è pronto davvero a tutto pur di far luce sul caso, ma la realtà e le verità con le quali si scontra raccontano di una vittima diversa dalla donna fragile ed estremamente sensuale che aveva scardinato, tempo prima, ogni sua certezza e messo in discussione il suo matrimonio. Quella che si delinea, man mano che l’indagine avanza, è una persona senza scrupoli, carismatica, dalla disinvolta vita sessuale e corrotta. E allora ogni certezza vacilla, gli elementi non si incastrano più gli uni agli altri, accusatori e accusati si confondono, amici e nemici non si distinguono più e il concetto stesso di giustizia assume un’accezione diversa e relativa, che si sovrappone alla legge del più scaltro, mentre vengono a galla vizi, desideri e impulsi di tutti i protagonisti della vicenda. Un esordio letterario con il botto per Turow, capace di sdoganare un nuovo genere in cui le dettagliate descrizioni del processo penale diventano parte determinante e rivoluzionaria della storia e contribuiscono, tra l’altro, a delineare la vera essenza del principale protagonista, un uomo sconvolto dal proprio essere e dal proprio sentire, un uomo che tuttavia non si arrende e riesce a condurre per mano il lettore fino alla sconvolgente rivelazione finale.