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Primavera

Primavera

Richard è un regista televisivo e cinematografico famoso. Ha sempre lavorato con la sua migliore amica Paddy come sceneggiatrice. Si trova in Scozia per il suo ultimo incarico. Paddy non è con lui. Paddy non potrà più essere con lui. Ha ricevuto una telefonata che gli ha annunciato che Paddy è morta. Richard sapeva benissimo che sarebbe finita così (può finire in un altro modo forse?) perché la sua amica era ormai allettata e i medici non le davano più speranza. Eppure Richard è distrutto. Devastato. È fermo in una stazione sperduta della Scozia (in questo momento non sa nemmeno dove sia) e ha un solo desiderio: farla finita. Raggiungere Paddy. Se un treno lo travolgesse, sarebbe una morte rapida? Che senso ha inseguire un nuovo progetto cinematografico se non ha la forza di affrontare ogni singola giornata? Brittany è un agente di sicurezza in un centro di detenzione per i migranti senza documenti. Conosce perfettamente le regole di ingaggio della sua professione. Non si fa coinvolgere dalle storie di uomini e donne detenuti in Inghilterra in attesa di una possibilità di integrazione. Svolge il suo lavoro con professionalità e si astiene nell’esprimere giudizi sulla politica di accoglienza inglese. Florence, una dodicenne dalle origini misteriose, sconvolgerà i piani di Richard e Britanny…

Primavera è il terzo romanzo della quadrilogia delle stagioni di Ali Smith, talentuosa scrittrice scozzese. Moltissimi sono i temi affrontati in questo lavoro complesso: la Brexit, i cambiamenti climatici, la violenza verbale da cui siamo costantemente circondati, la riflessione sulla condizione dei migranti, la diversità, la discriminazione, l’odio, il razzismo, la morte e la vita. Ogni pagina è uno spunto di riflessione. La storia di Richard e di Brittany è la storia di tutti noi, una pungente riflessione sul presente e sulla politica inglese. A fare da contorno a tutto questo c’è la Primavera: una forza ciclica che rompe gli argini, che scioglie il ghiaccio e che fa riprendere la vita anche quando sembra che tutto sia perduto. Lo stile di Smith è paratattico, apparentemente semplice ma con un registro linguistico ricco e forbito (bellissima la parte in cui ci racconta del significato di “marzo” in gaelico). Non deve essere stato semplice rendere il suo stile in italiano e Federica Aceto lo fa in maniera magistrale. Ali Smith è una delle scrittrici più interessanti dell’intero panorama europeo di lingua inglese, capace di emozionarci e farci riflettere, di sperimentare stilisticamente senza però risultare ostica.