Salta al contenuto principale

The Prison Healer - La guaritrice di Zalindov

The Prison Healer - La guaritrice di Zalindov

Kiva ha sette anni, ma invece di trovarsi nell’umile capanna in cui viveva con la sua famiglia, si trova nella prigione di Zalindov con suo padre, abile farmacista. Durante una notte in cui cercava bacche lunari con il padre e il fratellino è stata arrestata e separata dal resto della famiglia. Suo padre diventa il guaritore della prigione, ma muore durante un’epidemia. Kiva, nonostante la giovanissima età, prende il suo posto. Dieci anni dopo Kiva è ancora nella prigione di Zalindov, il terribile penitenziario per prigionieri politici in un regno sconvolto da una guerra civile che va avanti da molto tempo. In una quotidiana lotta per la sopravvivenza Kiva, ormai diventata guaritrice, assiste al ritorno di quella misteriosa epidemia che le aveva portato via il padre anni prima. Forte delle conoscenze farmaceutiche che ha appreso da bambina, cerca di trovare la causa di questa epidemia. L’arrivo di una prigioniera molto speciale la porta a rivedere il suo passato, il suo presente e a tentare il tutto per tutto in una serie di prove letali…

La guaritrice di Zalindov è il primo volume di una trilogia uscita per la prima volta in lingua inglese nel 2021. Per temi e ambientazione ci troviamo di fronte a un dark fantasy e l’autrice australiana getta il lettore fin dalle prime pagine in un mondo cupo e privo di speranza. Uno degli aspetti più interessanti del primo libro della serie è il fatto di avere una sola ambientazione: la prigione di Zalindov. Mentre i romanzi fantasy di solito immergono i lettori in mondi vibranti di culture, luoghi ed ecosistemi molto diversi tra loro, l’autrice ci porta nel peggior luogo del regno, lasciandoci intendere che molto difficilmente usciremo da quella prigione (almeno nell’arco del primo volume).  Kiva è una protagonista volutamente ambigua e a cui non ci si affeziona subito: fin dall’inizio è chiaro che per sopravvivere è dovuta scendere a patti con il comandante della prigione e che è costretta a fare i conti con la sua coscienza tra ciò che ritiene giusto e quello che è necessario per sopravvivere. Lei ha l’odioso compito di marchiare i prigionieri con la famigerata “Z” che li identificherà per sempre come detenuti di Zalindov e allo stesso tempo ha il compito di curare quella vergognosa cicatrice. Pur abbracciando le convenzioni del fantasy per ragazzi (e più in generale, delle fiabe) l’autrice affronta con grazia tematiche molto difficili ma spesso significative per i suoi potenziali lettori adolescenti: il cutting, la lotta con le dipendenze e naturalmente il delicato passaggio tra infanzia ed età adulta. Nello sfondo si intuisce un mondo turbolento e in trasformazione dal punto di vista politico e sociale, i cui aspetti arrivano dentro al carcere come echi lontani e apparentemente poco importanti. È subito evidente che questi temi diventeranno preponderanti nei volumi successivi. Lynette Noni è molto oculata nel dosare le informazioni, fornendole ai lettori solo quando sono veramente indispensabili e in modo organico: ad esempio sotto forma di racconti che spiegano a personaggi meno esperti gli eventi storici più significativi del passato o le caratteristiche di determinate malattie o farmaci specifici di questo mondo. Benché in questo tipo di libri l’aspetto romance sia indispensabile, il gioco tra esaudimento e tradimento delle aspettative riesce a spiazzare chi legge in una maniera salutare. Alcuni colpi di scena bene assestati rendono la conclusione di questo primo volume godibile e un cliffhanger di tutto rispetto porta al secondo volume in modo naturale. Da apprezzare la capacità di intreccio delle trame dell’autrice che, pur fornendo gli indizi per capire cosa sta accadendo, riesce a mescolarli ad arte arrivando sempre a rivelazioni sorprendenti e, di conseguenza, molto soddisfacenti.