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Problemi

Problemi

Anche andare al cinema può diventare un’esperienza complicata, soprattutto se si decide di acquistare i biglietti online. Nel momento stesso in cui si inseriscono tutti i dati personali per creare un account, viene richiesto di spuntare la casella relativa al proprio genere. Dichiarare a quale genere si appartiene è diventato un assedio continuo, ed è forse per questo che le questioni di genere sono diventate uno dei problemi più discussi degli ultimi anni. Dichiarare “cosa” siamo ci trasforma in profili digitali studiati per fornirci esperienze che vadano bene al nostro genere... Ogni relazione è tossica, ogni persona è tossica. Ed è proprio la tossicità il motivo per cui entriamo in relazione. È ciò che cerchiamo per vedere da soli quello che non vediamo, per diventare quello che da soli non siamo in grado di diventare. Definire l’altro con il quale siamo stati in relazione persona tossica è riduttivo. Potremmo definirlo semplicemente uno stronzo, un egoista, manipolatorio, egocentrico ma non tossico. È ciò che cerchiamo a rendere tossica quella persona per noi. È da qui che Jonathan Zenti affronta le questioni a cui, nell’impossibilità secondo il suo parere di dare risposte chiare, vengono date risposte preconfezionate. È questo che più di tutto sembra dargli fastidio: dire che qualcuno è narcisista, che una relazione è tossica, solo perché non abbiamo una parola migliore o non vogliamo cercarla, provando a rimetterle in discussione, una dopo l’altra...

I talenti, come le opinioni, hanno bisogno del posto giusto per essere ascoltati e Zenti ha portato il suo desiderio di dire dove meglio poteva essere espresso, cioè nel mondo dei podcast. Esattamente come il podcast “Problemi”, il libro è una lista di infiniti problemi: dall’attivismo all’inclusione, alla terapia. L’autore lo definisce “un manuale sui temi più contemporanei di sempre, nel modo meno contemporaneo di sempre” in cui sceglie per sé solo le battaglie aperte o quelle che sembrano chiuse, ma che basta un attimo per riaprire. Zenti, che ha dieci anni di carriera alle spalle come audio designer, è l’autore, la voce, oggetto e soggetto di un podcast che può essere spiegato come la lista dei suoi problemi e delle loro imprevedibili origini e improbabili soluzioni: ha raccontato la difficoltà a dire di no, la città di origine, il male di vivere. È arrivata da poco anche la seconda stagione, che si apre parlando di sostenibilità economica e lavoro culturale e di rabbia, anche qui non esattamente temi per cui esistano consigli e risposte facili. Ora si aggiunge questo libro pubblicato da Blackie Edizioni. L’autore vuole allargare il campo di riflessione, illuminare gli angoli della vita in cui si annidano i problemi, aggiungere vortici intorno alle correnti dell’esistenza, contraddizioni del presente che vengono sistematicamente rimosse, soprattutto quando la costante culturale di chi vuol essere “dalla parte giusta” è un irrigidimento un po’ facile. Ciò che emerge però è solo una lista di osservazioni, di critiche anche gratuite che tutto sommato mancano l’obiettivo, facendo apparire il manuale solo un elenco di questioni su cui sarebbe giusto ragionare in maniera più costruttiva.