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A proposito di Vincent Van Gogh

A proposito di Vincent Van Gogh

Nella camera gialla c’è una piccola natura morta; poi due scarponi enormi, sformati: sono le scarpe che Vincent van Gogh ha utilizzato per fare un viaggio a piedi dall’Olanda al Belgio... All’epoca aveva appena terminato i suoi studi teologici, voleva diventare un evangelista e se ne andava per le miniere, a trovare quelli che chiamava suoi fratelli... È stato proprio Vincent van Gogh a chiedergli con insistenza di raggiungerlo ad Arles: lui, Gauguin, in quel periodo stava ancora a Pont- Aven in Bretagna... È arrivato ad Arles alla fine della notte, se ne sta ad attendere l’alba in un caffè notturno... Incontro con van Gogh: passeggiano per ammirare le bellezze di Arles ma anche la bellezza delle arlesiane... van Gogh vorrebbe fondare l’Atelier du Midi, di cui Gauguin sarebbe il capo: è tutto ardente, tutto entusiasta: la lettura di Tartarin de Tarascon di Alphonse Daudet lo ha convinto di uno straordinario mezzogiorno da esprimere in lanci di fiamma... Una sera van Gogh gli ha gettato in faccia un bicchiere d’assenzio... ma ecco cosa è accaduto subito dopo: Gauguin ha trovato una camera in un hotel di Arles ma la mattina dopo sembra che una grande folla si sia radunata nella piazza: vicino alla casa in cui aveva vissuto con van Gogh ci sono persino i gendarmi e un signore con la bombetta, il commissario di polizia... sembra che la sera prima van Gogh si sia tagliato l’orecchio a filo della testa; sembra poi che uscito di casa in direzione di un bordello, abbia consegnato alla prostituta che faceva da sentinella il suo orecchio ben pulito e incartato, come ricordo...

Vengono proposti in questo piccolo volume tre frammenti di Paul Gauguin estratti da articoli più lunghi (il primo è tratto dagli Essais d’art libre del gennaio 1894, il secondo è un brano che Gauguin inserì in Diverses choses e datato “Inverno 1886”; mentre l’ultimo frammento, datato “Inverno 1894” proviene da Avant et Aprés): sono note su Vincent van Gogh, e ricordi del periodo in cui i due vissero insieme in quello che doveva essere l’Atelier du Midi ad Arles, verso la fine del 1888 (fra ottobre e dicembre). Gauguin e van Gogh si erano incontrati per la prima volta a Parigi, nel 1886. Nel 1888 Gauguin aveva allestito una mostra proprio grazie all’interessamento di Théo van Gogh, il fratello di Vincent: e alla fine dell’anno, verso ottobre, dietro pressante invito aveva raggiunto quest’ultimo ad Arles, in Provenza. Ma la convivenza fu alquanto complicata e Gauguin se ne tornò infine a Parigi. Fra i molti aneddoti biografici, traspare inoltre l’ammirazione di Paul Gauguin per l’artista van Gogh, nonostante la palese difficoltà a comprendere invece l’uomo van Gogh, provato da evidenti turbe della psiche. La traduzione è a cura di Susanna Mati, filosofa e scrittrice che per anni ha insegnato Estetica allo IUAV di Venezia, già curatrice, per Feltrinelli, di alcune opere di Nietzsche.