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Psychopathia sexualis

Quello che sembrava solo un cliente taciturno duro da far venire, si rivela invece per una prostituta il suo assassino: l’uomo, dopo aver martoriato a coltellate il corpo della donna, ci defeca sopra e solo allora – forse! - raggiunge l’orgasmo... Quello che sembrava un amante affettuoso infila a tradimento nella vagina della sua donna durante un amplesso una pistola e fa fuoco col sorriso sulle labbra... Quello che sembra un affettuoso padre di famiglia in realtà ama farsela con baby prostituti che poi uccide e macella... Una oscura organizzazione con ramificazioni anche nella politica mette su un lucroso commercio di cd contenenti le urla agghiaccianti di donne e uomini prima seviziati e poi fatti a pezzi con un frullino... La notizia di un’epidemia di virus coxsackie mutante mortale che si trasmette mediante il contatto con le feci causa sconcerto in una coppia che ama pioggia dorata e coprofagia... Due assidui frequentatori di un club nel quale si seviziano sessualmente bambini costringendoli anche a subire innovative frequenze subsoniche che causano loro violente emicranie e diarrea si rammaricano della “soppressione” di uno dei piccoli più sexy... E sullo sfondo, onnipresenti e incombenti, fabbriche enormi, ciminiere, blocchi giganteschi di cemento...

Non si tratta della prima uscita italiana per questo controverso fumetto, una raccolta di 16 microstorie durissime: nel 1996 la piccola casa editrice milanese Topolin, già nel mirino per precedenti pubblicazioni, presenta le bozze di stampa di Psychopathia sexualis al Tribunale come da routine. Scatta però il sequestro, ordinato dalla Procura di Cremona nella persona del PM Antonella Nuovo, che così motiva l’azione: “Il contenuto dell’opera è osceno e raccapricciante, in quanto in essa la violenza (omicidi, squartamenti, suicidi) rappresentata nelle forme più impressionanti e raccapriccianti, viene esaltata come mezzo per soddisfare le più abnormi perversioni sessuali”. L'accusa di induzione alla pedofilia per il direttore della Topolin Jorge Vacca viene a cadere, ma nel 1998, dopo una denuncia anonima, la polizia effettua una dura perquisizione nella casa milanese di Vacca con l’ipotesi investigativa di promozione della pedofilia: anche questa seconda accusa finisce nel nulla, e il fumetto di Miguel Ángel Martín diventa un libro maledetto del quale si parla tantissimo nelle fumetterie, alle fiere specializzate e sul Web, malgrado non sia mai stato pubblicato. Ci voleva la Purple Press per spezzare questo crudele incantesimo, e avvolto nel cellophan, con in bella mostra su una copertina severissima la dicitura “Rigorosamente vietata la vendita ai minori di 18 anni” e in appendice una bella intervista a Jorge Vacca, una lettera di solidarietà di Milo Manara e un'intervista a Davide Toffolo nella sua veste di fondatore del Fondo per la Libertà d’Espressione (FOLE), arriva in libreria Psychopathia sexualis. Eccolo. Esiste. E la sinistra reputazione di “fumetto più violento e ripugnante mai disegnato” non è usurpata, no davvero. Ma vale soprattutto per i 3-4 racconti a tema pedofilo, che l’ultragore degli altri non è certo inedito per l’Italia (qualcuno si ricorda l'eroica, naif parabola della rivista Splatter?). Tra citazioni da autobiografie o confessioni di serial killer, ambientazioni rigorosamente futuristiche ma non troppo così da aumentare il senso di straniamento senza però concedere alibi ucronici all’inconscio del lettore, un crudele umorismo, il gusto della metafora sociopolitica e il consueto nitore del suo tratto, il fumettista spagnolo ci prende per mano e ci conduce all’inferno della sessualità violenta e dei desideri sadomasochistici più atroci. Eravate in tempo per distogliere lo sguardo, ora non più. Ormai avete oltrepassato la soglia. Lasciate ogni speranza, o voi che leggete.

LEGGI L’INTERVISTA A MIGUEL ÁNGEL MARTÍN