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Puri uomini

Puri uomini

Il filmato è virale, da un paio di giorni gira su tutti i telefonini del paese e pare che prima di essere bloccato sia stato trasmesso anche da un canale televisivo. Lui non ha proprio intenzione di pensarci, ma la voce di lei, durante la notte, dopo il sesso, dopo l’amore, dopo il sudore, lo riporta alla realtà. Non ha la benché minima idea di ciò di cui lei stia parlando, ma alla fine acconsente a vedere il filmato: inizialmente perde tempo con uno dei suoi soliti panegirici intellettualoidi, ma lei gli risponde che non ci capisce niente, e lo invita a smettere. In verità Rama capisce eccome, è intelligente. Il filmato è girato da una mano maschile, inquadra febbrilmente una folla, che si reca in un cimitero per profanare con orrenda violenza una tomba…

L’omofobia uccide anche da morti, e si annida pure in chi crede di esserne immune, come il giovane e dotto protagonista del romanzo di Mohamed Mbougar Sarr, scrittore senegalese dalla prosa ampia ed elegantissima, pluristratificata. In questo romanzo che gli è valso il Premio Goncourt, uno dei più prestigiosi riconoscimenti in assoluto, non solo in ambito francese, la vicenda vede al centro Ndéné Gueye, un talentuoso, appassionato e passionale, anche nell’amore carnale e travolgente che riversa sulle donne della sua vita, professore universitario di letteratura francese, forse giusto un po’ rassegnato al grigiore della vita accademica e con qualche dubbio per quel che riguarda l’esistenza di Dio. Di certo, però, nonostante il tanto studio, ha respirato il patriarcato, il pregiudizio, i modi di pensare della comunità in cui è cresciuto, quindi non gli importa niente del dolore patito in vita e in morte da un omosessuale e dalle persone che gli hanno voluto bene, non gli interessa affatto se è stato torturato, il fatto che non possa riposare nemmeno in terra sconsacrata perché considerato il massimo dell’impudicizia e che dunque venga disseppellito non lo tocca. Almeno finché non vede il video. Violento, macabro, crudele. E allora scatta in lui la molla del cambiamento, tema fondamentale di questo testo d’amplissimo respiro, violento, ironico, delicato, tenero, spiazzante, spietato che racconta un vero e proprio viaggio interiore, non privo di tangibili conseguenze e che induce a riflettere, guardarsi dentro e prendere coscienza e consapevolezza del mondo intorno, delle sue becere storture date per scontate, delle ingiustizie da denunciare, del mistero della condizione umana e del bisogno di solidarietà.