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Purple rose

Purple rose

Inverness, primo giorno di college. Ellen ha quindici anni e poca voglia di socializzare. Come spesso si ribadisce, le abitudini vengono dalla famiglia. I suoi genitori, infatti, non hanno mai brillato per inclusività. Dopo il trasferimento a Inverness, avvenuto a seguito della misteriosa morte del fratello Damien, si sono chiusi in loro stessi e nella loro piccola libreria. Quel primo giorno di scuola porta però un cambiamento: Kevin. Bello, dai luminosi riccioli dorati che ben si sposano agli occhi chiari. Fisico atletico e postura fiera, sembra venire da un altro mondo: troppo raggiante per la piovosa Inverness. Eppure, eccoli lì. Per Ellen sarebbe stato troppo semplice poterlo semplicemente ignorare, eppure le sue mani hanno deciso di non saper più reggere libri e quaderni, facendoli precipitare ai piedi del ragazzo. Il loro primo sguardo. Dopo quell’episodio, tuttavia, Kevin sembra evitarla. Persino il giorno del suo quindicesimo compleanno non si degna di rivolgerle un sorriso. Quel maledetto giorno tanto detestato che non fa altro che ricordarle la mancanza del fratello. Ha bisogno di riflettere, di stare sola. Dopo scuola lascia vagare la sua mente, concedendosi una lunga camminata fino al tramonto. È proprio quando l’ultimo raggio di sole abbandona il giorno, che sente una fitta alla schiena. Il dolore è atroce, ma non abbastanza da sorvolare su quanto è avvenuto: due lucide ali nere sono comparse sul suo corpo. Il terrore è inspiegabile e lo è anche la realtà che si trova a dover accettare. La verità che i suoi genitori le hanno taciuto riguardo al mondo nascosto dal quale provengono. Ellen e la sua famiglia sono Demoni Emersi, incaricati di mantenere sulla terra, insieme agli Angeli, il delicato equilibrio tra bene e male. Ogni otto anni, al Tetrastile, devono rispondere delle loro azioni davanti a Sfere e Spirali. Il prossimo tetrastile si terrà tra pochi mesi ed Ellen deve essere pronta alle rivelazioni che sta per ricevere. Tutto ciò che credeva riguardo la sua vita era una menzogna? E che misterioso ruolo ha Kevin, il ragazzo angelico che a poco a poco le sta rubando il cuore?

Francesco Falconi, nato a Grosseto, è ingegnere delle telecomunicazioni a Roma. Parallelamente alla sua professione scientifica, porta avanti una apprezzata carriera di scrittore, cimentandosi in generi diversi. Questo il primo romanzo di una duologia, ambientato nell’affascinante Inverness. La storia è quella di un giovane amore tra fazioni opposte: Ellena, un demone, e Kevin, l’angelo. L’antico contrasto tra mente e cuore, giusto e sbagliato o, per dirla alla Jane Austen, ragione e sentimento. Ecco, il punto è proprio questo. Il romanzo è carico di luoghi comuni già visti come il mondo che cambia al tramonto, la possibilità dei protagonisti di spegnere i propri sentimenti (chi ha visto The Vampire Diaries sa benissimo che cosa si intende) e, ancora, vari ed eventuali riferimenti a Shadowhunters. Eppure, una nota di merito c’è. La struttura del romanzo non rispecchia i canoni del tipico young adult, risparmiando al lettore la componente spicy che poco si sposerebbe con due protagonisti di quindici anni. Questo permette sicuramente alla storia di essere goduta, nonostante i rimandi ai colleghi internazionali di maggior fama. Ellen è una testa calda, solitaria, la tipica adolescente in crisi d’identità. Kevin, invece, sembra del tutto inflessibile. Cresciuto e addestrato al solo scopo di servire il Bene, non ha mai avuto l’opportunità di vivere la sua adolescenza, fino all’arrivo di Ellen. In questo sento, il romanzo è riuscito. Resta tuttavia un quesito fondamentale che emerge dalle pagine: se Sfere e Spirali promuovono la collaborazione tra Angeli e Demoni, cosa c’è di così sbagliato se due di essi si innamorano, crescendo proprio grazie alle loro diversità? Spesso, in romanzi di questo genere, si mette in luce il fatto che l’amore tra ‘diversi’ sia non solo scoraggiato, ma addirittura vietato dalla normativa vigente. Nella società in cui viviamo è forse un tema decisamente sorpassato. In conclusione possiamo definire Purple Rose come il passatempo carino di un sabato sera con poche pretese e tanta voglia di leggerezza.