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Quando eravamo i padroni del mondo

Quando eravamo i padroni del mondo

Roma non è mai caduta. L’Impero romano non è mai veramente caduto e neppure cadrà. Continua a vivere infatti nei simboli, nelle parole e nelle menti dei fautori degli imperi venuti dopo. Noi italiani, dal canto nostro, non siamo i discendenti diretti degli antichi romani. Ci siamo mescolati infatti con molte altre popolazioni, dai barbari agli arabi. Dei romani comunque possiamo rivendicare l’eredità. Abitiamo le stesse terre, popoliamo le città da loro fondate e percorriamo le strade tracciate da loro. Roma continua a vivere nella nostra lingua, nei nostri pensieri e nella nostra architettura che abbiamo sotto gli occhi quotidianamente. Il nostro modo di parlare, di costruire, persino pensare è pesantemente influenzato dell’antica Roma. Addirittura se adesso l’Italia è un paese prevalentemente cristiano, è perché Roma diventò cristiana. Roma poi è stata grande fonte di ispirazione per romanzi, fumetti o film che hanno visto generazioni intere, da Quo Vadis, ad Asterix, fino a Ben Hur quando Il Gladiatore era ancora ben lontano a venire. Sicuramente nessuna epoca ha influenzato così tanto le generazioni successive...

Aldo Cazzullo da 35 anni racconta i principali eventi italiani e internazionali, prima su “La Stampa” e successivamente sul “Corriere della Sera”, di cui è vicedirettore ad personam e responsabile della pagina delle lettere. Ha pubblicato oltre trenta libri sulla Storia e l’identità italiana. In questo saggio viene analizzata l’eredità dell’Impero romano in tutte le grandi realtà storiche successive; dal Sacro Romano Impero di Carlo Magno a Mosca, per un periodo definita la terza Roma, all’Impero napoleonico, a quello britannico, ai regimi fascista e nazista, fino gli imperi americano e virtuale di Mark Zuckerberg, grandissimo estimatore di Augusto. Il libro parte dalla fondazione leggendaria di Roma, per passare al mito letterario di Enea, arrivando all’età repubblicana e alle vicende dei golpisti come Catilina o rivoluzionari come Spartaco. Nella narrazione ci sono anche c’è spazio anche per piccole monografie come quelle dedicate a Giulio Cesare, Ottaviano Augusto e Costantino. Un saggio storico ricco di aneddoti, curiosità e rimandi all’attualità e alla modernità adatto sia agli esperti della materia che sicuramente scopriranno qualcosa di nuovo su Roma sia ai neofiti che potranno godersi lo stile agile, rapido e soprattutto chiaro della narrazione.