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Quando il caffè è pronto

Quando il caffè è pronto

Nella caffetteria di Tokyo che permette di viaggiare nel passato si presenta Yūki Kiriyama, un bambino di sette anni con in spalla uno zaino da scuola di pelle nera nuovo di zecca e l’uniforme di una famosa scuola elementare privata. Anche se è solo un bambino e forse bere un caffè non è una cosa adatta alla sua età, Yūki vorrebbe tornare al giorno in cui i suoi genitori gli hanno comunicato la loro intenzione di separarsi… Megumi Sakura vuole tornare indietro nel passato portando con sé la bambina appena nata. Il marito è morto in uno scontro automobilistico poco prima del parto e dal momento che i due non si erano ancora accordati sul nome da dare alla nascitura, Megumi ora vuole che sia lui a decidere… Fumio Mochizuki si presenta insieme alla moglie Kayoko ma, non appena viene a conoscenza delle regole della caffetteria, saluta e si alza dalla sedia, uscendo dal locale senza nemmeno aver toccato il suo caffè e lasciando che sia la moglie a saldare il conto. La coppia è appena uscita quando nella caffetteria si materializza Yōko Kawashima, una ragazza di ventotto anni che è arrivata dal futuro. Yōko è la figlia di Fumio Mochizuki e ha fatto quel viaggio per poter incontrare il padre, con cui aveva rotto i rapporti dopo che lui si era ferocemente opposto al suo matrimonio… Tsumugi e Ayane sono amiche per la pelle, ma il loro rapporto si incrina quando il ragazzo di cui Tsumugi è innamorata si dichiara ad Ayane. Anni dopo, quando Ayane ricontatta Tsumugi e le dà appuntamento nella caffetteria dove si può viaggiare nel passato, Tsumugi non si presenterà all’incontro…

Con questo Quando il caffè è pronto siamo arrivati al quinto capitolo della serie iniziata con Finché il caffè è caldo e dedicata alla misteriosa caffetteria che permette di viaggiare nel tempo. L’impostazione rispecchia quella dei precedenti volumi, che hanno incontrato un grande successo in patria e all’estero: anche qui abbiamo quattro vicende commoventi di persone che vogliono ritornare a vivere un momento molto importante della loro vita. Lasciatosi alle spalle l’effetto novità, che aveva contraddistinto il primo volume, Kawaguchi continua a cimentarsi con le possibili variazioni che si possono presentare all’interno di uno schema prefissato. “Le cose di cui nella vita ci si pente si possono dividere in due grandi categorie: il rimorso per qualcosa che si è fatto e il rimpianto per ciò che non si è fatto”: questa è la cornice generale che si presta a essere declinata in molteplici vicende diverse, tanto che leggendo il libro si ha quasi l’impressione che, potenzialmente, questa serie potrebbe estendersi ancora per innumerevoli volumi. Il limite però è quello di risultare alla fine monotoni, anche a causa del fatto che l’autore sente il bisogno di ripetere a più riprese le regole che devono essere assolutamente rispettate per poter viaggiare nel tempo, e questo fatto appesantisce la narrazione. Nel complesso il libro si lascia leggere, anche grazie alla presenza di alcuni passaggi riusciti e toccanti. Resta però l’impressione di fondo che l’idea originaria sia stata ormai ampiamente sfruttata e vada via via perdendo il proprio potenziale.