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Quando muori resta a me

Quando muori resta a me

Una donna si affaccia in una piazza di un paesino di montagna e telefona a qualcuno per avvertire che si è rotta la tubatura nella casa; ha provveduto ad effettuare la riparazione ma non sa come il tutto sia successo: la cosa è strana, come se la casa facesse qualcosa per farsi notare. Nel 1988, lo Zerocalcare bambino è in casa a guardare la tv, per la precisione la serie animata di He-man masters of the universe, di cui è un grandissimo appassionato. Mentre sullo schermo si svolge l’episodio, rientra a casa suo padre, con aria sconvolta e inzuppato di pioggia. Non sapendo cosa dire al figlio per giustificare la situazione, il genitore gli racconta che la sua condizione è dovuta ad uno scontro con Merman, uno dei cattivi della serie. Presente: Zerocalcare è in macchina con suo padre, viaggiano sull’autostrada in direzione di Merìn, (immaginario) paese sulle Dolomiti di cui è originaria la famiglia paterna. I due discutono fin dalla partenza: sono molto diversi tra loro e il figlio non vede alcun senso nell’attraversare l’Italia per ritrovare radici familiari risalenti a tre generazioni fa, mentre il padre dichiara il proprio desiderio di essere sepolto lì quando sarà il suo momento. Assente l’altro genitore, che è però evocato dalle frecciatine del padre e si mantiene in costante contatto con il figlio tramite messaggi e chiamate, manifestando apprensione per un’impresa che teme possa finire malissimo...

Con tutta la produzione narrativa basata su spunti autobiografici, ad ogni nuova opera di Zerocalcare si ha il timore che abbia finito gli argomenti, che abbia esplorato ogni meandro della propria vita o della sua storia familiare. E invece, come un bravo prestigiatore, riesce sempre a tirare fuori dal cilindro qualcosa di nuovo, a fare luce su un elemento inaspettato. In apparenza questa sua ultima uscita sembra un fumetto lontano dalle sue altre opere come Macerie Prime o Scheletri, dove l’alter-ego dell’autore si confrontava con i rapporti d’amicizia che evolvono nel tempo e con le differenze sociali che portano anche a scelte di vita diverse. In realtà però non si allontana di molto neanche stavolta. L’ossatura della narrazione è nelle dinamiche familiari e in particolare nella relazione con il padre, raccontata in maniera discontinua attraverso flashback di vari momenti della loro vita insieme, dall’infanzia alla maturità. Insieme a questo però, il fumetto parla anche di ciò che succede ai rapporti con il trascorrere del tempo, delle relazioni tra amici e compaesani che si contaminano con il rancore e l’invidia di chi odia chi ha avuto successo nella vita dimenticandosi le proprie origini. Tema quest’ultimo molto caro all’autore, che ribadisce anche in ogni incontro pubblico quanto sia per lui difficile coniugare la purezza etica del punk con l’essere un influente personaggio pubblico e uno degli autori più venduti nelle librerie.