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Quanti quanti?

Quanti quanti

Il quanto è la quantità più piccola di qualcosa; un quanto è indivisibile ed è sempre identico a un altro quanto. Non è un gioco di parole, ma l’identikit di una parte minima, microscopica, eppure fondamentale, della materia. Strano che sia stata scoperta solo cento anni fa? In un’era prescientifica, nella Grecia del V secolo a.C. e al tempo del De rerum natura di Lucrezio, era iniziata la storia dell’atomo che, come il quanto, si credeva indivisibile. Un’ipotesi che solo nel XIX secolo iniziò a schiarirsi e a tradursi in scoperte concrete. Occorrerà attendere Einstein, nel 1905, per dimostrare l’esistenza stessa dell’atomo che, come la materia, è quantizzato: vuol dire formato da particelle indivisibili e disposte in un ordine preciso. Quantizzata è anche la luce. Insomma, a tutti i livelli, il mondo è fatto così. E non resta che continuare a scoprire i meccanismi e le leggi nascoste dietro ogni cosa. Un’avventura affascinante, così come i suoi protagonisti. Come Planck, “rivoluzionario controvoglia”, che tentò persino di convincere Hitler, con la gentilezza, a rinunciare ai suoi tragici piani. Oppure come Heisenberg che ottenne il Nobel a trentuno anni “per la creazione della meccanica quantistica”. Impossibile, infine, non citare Schrödinger e l’equazione del gatto. Fin quando il micio è rinchiuso in una scatola, è vero che sia vivo come è vero che sia morto, “così come, mentre la moneta è in aria, è sia testa, sia croce”…

Il 2025 è l’Anno Internazionale della Scienza e delle Tecnologie Quantistiche. La scelta, per iniziativa delle Nazioni Unite, cade a un secolo esatto dalla scoperta delle equazioni fondamentali della meccanica quantistica. Secondo le autrici di questo saggio, Anna Parisi e Valentina Schettini, il corpus di teorie e applicazioni che si celebra quest’anno dovrebbe diventare “patrimonio cultura-le condiviso”. Non è semplice ottenere adesioni: la fisica, così piena di matematica, e ancor di più la quantistica, con i suoi paradossi e misteri, sono considerate discipline (immotivatamente) respingenti. Se solo tutti sapessero quante di quelle formule fanno funzionare la tecnologia contemporanea! E se solo si riuscisse a far comprendere la meraviglia dei progressi compiuti dai fisici citati in Quanti quanti?. Con un pensiero semplice e stupendo insieme, Giorgio Parisi, Nobel per la Fisica 2021, nella prefazione dichiara che la meccanica quantistica è “la più rivoluzionaria delle rivoluzioni”. Gli fanno le eco le autrici, citando un anticipo tangibile dei prodigi di cui quella branca scientifica è stata capace: i laser, i chip, ogni strumento digitale (dallo smartphone al computer), la TAC e la risonanza magnetica. Per raccontare l’epopea della quantistica, Parisi e Schettini ne tracciano la storia, anticipandone il futuro, e dialogano con i protagonisti per chiarire le idee più incredibili. E sono proprio queste conversazioni il valore aggiunto del libro: ci avvicinano, con leggerezza, a geni incommensurabili. L’impressione, dopo aver letto le storie di Quanti quanti? è quella di possedere una chiave per i concetti più complessi (e talvolta assurdi) della natura. Le illustrazioni scientifiche di Gilda Nappo certamente aiutano, e le formule che completano alcuni passaggi sono ben dosate, per non spaventare i profani. Anna Parisi è laureata in fisica, ha lavorato come ricercatrice e ha scritto diversi libri di divulgazione, in particolare per ragazzi; Valentina Schettini, dottorata in Ottica quantistica, ha fatto ricerca anche negli Stati Uniti al MIT, è traduttrice e si dedica a progetti di comunicazione della scienza.