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Quasi tenebra

Quasi tenebra

Il vecchio sacerdote, magro e malconcio, giace a terra nella sua piccola stanza presso la casa di riposo. Assomiglia a un Cristo deposto: il viso è coperto da una ragnatela di sangue, e il dorso è pieno di lividi. Chiaramente è stato assassinato a forza di percosse. Accorrono in tanti: il dottore e gli infermieri, i carabinieri, il magistrato. Una delle operatrici più giovani della struttura non può fare a meno di farsi il segno della croce: le è bastato avvicinarsi di poco alla stanza del prete, e subito uno strano formicolio le è salito lungo la schiena. Una sensazione inquietante che la spinge a pregare: per la sua anima, per quella dei suoi cari e infine, per quella del povero sacerdote, ucciso da chi ha perso ogni rispetto per ciò che quel poveretto ha rappresentato. Drake, assicuratosi di avere il libro sottobraccio, alza il bavero del cappotto e si immerge nella notte fredda; per strada, solo un gatto scuro, che con tutta probabilità sta tornando da una spedizione erotica. Come al solito, sarà l’istinto a guidare l’uomo nella sua passeggiata notturna, verso il luogo in cui dovrà affrontare “la cosa”. Drake arriva in una stazione ferroviaria di periferia; attraversato il varco nella rete arrugginita non trova altro che buio e silenzio, e un fagotto scuro: è un barbone che dorme, avvolto in vari strati di coperte luride. E poi, d’improvviso, il barbone non è più lui, ma un entità dall’alito fetido e una luce innaturale negli occhi. La lotta comincia, frenetica; il barbone ringhia furioso e le sue mani stringono il collo di Drake. Comincia anche l’invocazione: una volta, due volte. Fino a che il demone, in preda agli spasmi, non scompare nell’oscurità. Ares viene buttato giù dal letto a mezzanotte, senza tanti complimenti; apre la porta bestemmiando, seguito da Laura in camicia da notte di seta: solo quel pazzo di Drake può andare in giro a notte fonda a suonare campanelli come se niente fosse. Ma il suo amico non ha dubbi: è iniziata. Gli abitanti del Mondo Grigio, quegli stronzi fluttuanti, stanno attaccando; l’omicidio del vecchio padre Giorgio è solo un avvertimento, presto prenderanno il sopravvento su tutto...

Siamo tutti dotati di libero arbitrio. Possiamo scegliere dunque se stare dalla parte del bene, o se lasciarci affascinare e soggiogare dal male. L’equilibrio tra le due forze è da sempre precario, e la linea di demarcazione sottilissima. L’egoismo, l’avidità, la perdita progressiva dei valori nella società moderna, sono tutti elementi in grado di provocare lo strappo profondo tra ombra e luce. Uno strappo sempre più difficile da ricucire, un varco pericoloso al centro del quale si collocano Ares e Drake, i protagonisti di questo horror, chiamati (da un potere superiore che non hanno scelto di possedere) ad arginare la potenza dei demoni, che con un esodo massiccio cercano di farsi largo nel nostro mondo. Il male è dunque in mezzo a noi, ma siamo talmente presi dai nostri affari da non rendercene conto; non ponderiamo le nostre azioni, non valutiamo le conseguenze che queste, anche le più insignificanti, possono avere su ciò che ci circonda. Ares e Drake si sono conosciuti tramite un sito web (i loro sono infatti dei nickname) che metteva in contatto tutti coloro che erano in grado di vedere le entità malefiche; sono amici di vecchia data accomunati dal medesimo destino, afflitti dallo stesso “dono” del quale - pur provandoci - non riescono a fare a meno; conosciamo la loro storia personale e le dinamiche del loro rapporto attraverso dei flashback che si alternano alla vicenda principale. I due si muovono nelle strade grigie e monotone di una città senza nome, nella quale il sole rischia di scomparire per sempre, ma gli abitanti non trovano di meglio da fare che gioire per i preparativi di una sagra, che vuole celebrare il cinquantesimo anniversario del salumificio Masoni, l’azienda che ha risollevato le sorti economiche del luogo. Intanto don Giorgio viene brutalmente ucciso, e persino Laura, la donna di Ares, viene attaccata dai demoni: tutto fa pensare ad un’imminente apocalisse che si prepara a colpire nell’indifferenza generale, mentre i due protagonisti si fanno in quattro per cercare di sventarla. Un esordio discreto, quello del giovane padovano Daniele Trevisan, che ha visto pubblicato il suo libro nell’ambito del progetto “Lettera 22”, promosso dall’associazione culturale Fantalitica di Padova, volta a promuovere la creatività nelle sue varie forme. Quasi tenebra non è un horror apertamente spaventoso, ma le sue pagine sono attraversate da quel sottile senso di oppressione e inquietudine che sembra quasi di toccare l’oscurità con mano; l’autore ha uno stile asciutto ed essenziale e utilizza un punto di vista abbastanza inusuale, quello della seconda persona singolare.