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Quei bravi ragazzi del Circeo

Quei bravi ragazzi del Circeo

Metà degli anni Settanta. Roma. Via del Corso è oramai un perenne scenario di guerra. Da una parte ragazzi che indossano eskimi slavati, borse di Tolfa e cappelli di lana mentre dall’altra giovani con Montgomery o loden e Clarks ai piedi. Zecche e fasci. Rossi e neri. Tutti hanno manici di piccone, catene e chiavi inglesi per fare quanto più male possibile agli avversari. In mezzo le forze di polizia che tentano inutilmente di mantenere l’ordine. È questa la Roma dove crescono Alessandro Rami, Francesco Itri e Giuseppe Guanda, tre ragazzi di famiglie altolocate che passano le loro giornate al bar di Piazza Euclide, invidiando le imprese della banda dei Marsigliesi. Se non sono al bar, dividono il loro tempo tra la sezione dell’MSI e piccoli crimini come il furto e la ricettazione di motorini. Proprio per via di queste attività illegali rischiano l’espulsione dal partito ma a loro non importa perché sono dei veri e propri cani sciolti da sempre. La noia e la voglia di apparire li spinge a compiere crimini sempre più efferati. A Roma fa ancora caldo, nonostante l’estate stia finendo, e i genitori di Rami hanno una villa al Circeo. Pensano che potrebbero andare a farci un giro, magari con un paio di ragazze...

I due maestri del thriller basato sui fatti di cronaca Massimo Lugli e Antonio Del Greco si sono cimentati nella scrittura di un romanzo dedicato a uno dei casi di cronaca più efferati della storia d’Italia: il massacro del Circeo. Nel settembre del 1975 Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira hanno sequestrato, torturato e violentato per due giorni, nella villa della famiglia Ghira, Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, provocando la morte di quest’ultima. Donatella si è salvata solamente perché si è finta morta ed è stata successivamente ritrovata dalle forze dell’ordine nel bagagliaio di un’auto accanto al cadavere dell’amica. Un argomento già ampiamente trattato sia in letteratura, con un romanzo che è valso a Edoardo Albinati il premio Strega, sia con ottime produzioni cinematografiche e di serie tv. La caratteristica principale dei romanzi di Lugli e Del Greco però è come sempre la presenza di informazioni di prima mano all’interno della narrazione, sia dal lato del racconto giornalistico che da quello dell’investigazione. Nel romanzo troviamo infatti i personaggi del rappresentante delle forze dell’ordine Fortunato Achei e del giornalista Fabio Corsi che altro non sono che gli alter ego rispettivamente di Del Greco e Lugli. Come viene spiegato nelle note finali del romanzo poi, più che concentrarsi solamente sul mero fatto di cronaca, viene piuttosto affrescata un’epoca in cui la violenza, politica e non solo, è totalmente degenerata. Ottimo anche il salto temporale narrativo a fatti di cronaca più recenti che ci permette di vivere la seconda vita di Itri/Izzo che si macchierà di un altro duplice omicidio.