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Quella cosa che chiamiamo vita

Quella cosa che chiamiamo vita

Michele anche se è rimasto a casa, ha passato un’estate tranquilla. Domani ricomincia la scuola, andrà in terza elementare. Non è preoccupato anche se mamma e papà gli hanno fatto un discorso che lo ha un po’ confuso sul fatto che la maestra Rossella potrebbe essere diversa da come la ricorda, la donna infatti ha avuto un grave incidente... Stefano sta vivendo la sua ultima estate da bambino, a settembre inizierà a frequentare le superiori, ma c’è ancora un po’ di tempo per godersi quel momento di passaggio e delle prove da superare per dimostrare a se stessi di essere diventati grandi. Aspetta il suo amico Paolo, hanno elaborato un piano minuziosissimo per arrivare nelle terre di Palmo, uno di quei personaggi misteriosi che ci sono in tutti i paesi, ma soprattutto farlo sfuggendo al suo terribile levriero; è tutto stabilito e studiato, ma Stefano si è dimenticato un particolare: lui è il fratello grande e le sue sorelline, mentre lui è fuori, non hanno nessuno che le controlli. Le convince allora a rimanere nella tavernetta fino a quando lui non tornerà con una cosa speciale da mostrare e prima di lasciarle, si premura di mostrare loro cosa fare se dovesse uscire uno scorpione, cosa che le spaventa molto più che il rimanere sole... Giovanni ha quarant’anni ma vive ancora coi suoi. Non è un bamboccione, è che da ottimo studente, una volta arrivato alla tesi, si è perso. Non è mai riuscito a restare su una decisione presa, ogni parola gli scatena la voglia di sapere altro, da anni lavora presso un’assicurazione con un discreto successo incomprensibile a lui stesso, ma dopotutto, anche lui coltiva un sogno e chissà che prima o poi...

Una raccolta che dopo essere letta va lasciata sedimentare, non perché la scrittura sia innovativa nello stile o perché i racconti siano memorabili, ma per dare un significato al titolo e capire un po’ più a fondo – o quantomeno crederlo – il senso della raccolta. Bookabook è una casa editrice un po’ particolare, pubblica se il libro raggiunge un determinato numero di preorder, il che potrebbe portare a diffidare della qualità del prodotto ed effettivamente a volte accade che escano titoli non validi, ma non è questo il caso. I racconti si snodano raccontando episodi o vite intere che abbracciano un po’ tutti i “casi” che accadono o potrebbero accadere nel corso di quella cosa che chiamiamo vita, appunto. Cose piccole a cui non si dà importanza e che si rivelano poi decisive nel determinare quale sarà la direzione che prenderemo. Una bella raccolta che segue in qualche modo la crescita dell’essere umano contemplando situazioni diverse, anche lontanissime fra loro, a volte apparentemente insignificanti, decisioni maturate a lungo o prese d’impulso che cambiano destini. Valentina Bardi è al suo secondo lavoro: nel suo primo romanzo, pubblicato da Il Ponte Vecchio, ha affrontato una situazione familiare complicata, rapporti amorosi che si disgregano e altri che nascono intorno a degli ideali, mentre in questa raccolta si è spinta a cercare cose nuove, una visione più ampia forse, che abbraccia un universo più complesso che però è formato da tanti piccoli mondi familiari. In qualcuno si può ritrovare parte del proprio.