Salta al contenuto principale

Quelli come noi non piangono

Quelli come noi non piangono

Akkie e le sue compagne stanno disputando un’agguerrita partita di calcio contro i maschi della classe: ecco, sul più bello Joep comincia a “maialare”, ovvero a tirare il “sedere in fuori e buttarsi contro qualcuno”, impedendo all’avversaria di fare goal. Le ragazze corrono dalla maestra Ina perché intervenga con una punizione esemplare da infliggere ai soliti maschi che non sanno giocare in modo sportivo. La maestra, radunata la classe, dice di essere stanca che tutti gli intervalli finiscano sempre allo stesso modo tra litigi, spinte e “maialate”, per cui rifletterà con calma per trovare una soluzione: non è possibile continuare in questo modo! I maschi però non ci stanno e spostano la loro vendetta nel parco fuori la scuola: un vero e proprio agguato contro Akkie, Elise e Laurens organizzato da Joep e l’amico Frenklin. In pochi istanti comincia una zuffa tra Akkie e Joep, interrotta solo dall’arrivo a cavallo di una bicicletta della maestra Ina, che ancora una volta li divide, ma rimanda i provvedimenti del caso al pomeriggio. Sulla via del ritorno insieme all’amica del cuore Elise, Akkie comincia a sbiancare, a perdere le forze e a sentirsi soffocare. A stento riesce ad arrivare a casa: quando la mamma la vede capisce che qualcosa non va. Da giorni Akkie non riesce a guarire da un banale mal di gola, si trova spesso senza fiato e senza energia: ora deve proprio andare da un medico. A distanza di poco tempo purtroppo le analisi dicono che nel sangue della bambina c’è qualcosa che non va. Ora Akkie si prepara a un’avventura molto più pericolosa di quelle che di solito affronta al campetto contro i “maschi”: entra in un nuovo mondo che si chiama “Onco...cosa?” e incontra il dottor Baffo, che la aiuta a tener testa a un nemico invisibile, ma assai temibile...

Jacques Vriens è considerato il miglior scrittore olandese per bambini, insignito nel 2001 dalla regina Beatrice dell’Ordine del Leone. Prima di dedicarsi interamente alla scrittura e all’attività teatrale, è stato maestro ad Amsterdam, ad Abcoude e dal 1984 direttore di una scuola elementare di Bakel. Nel 1991 una sua alunna di nome Anke si ammalò di leucemia: Quelli come noi non piangono è ispirato alla sua storia, è stato poi tradotto in diverse lingue ed è anche diventato un film. La storia di Akkie si sviluppa tra i parchi e i banchi di scuola di una cittadina olandese, in cui assieme agli amici Elise, Tamara, Joep, Nilgun trascorre un’infanzia spensierata. La malattia della piccola protagonista viene quindi a turbare irrimediabilmente la serenità della sua famiglia, ma anche della piccola comunità in cui vive. Con un linguaggio semplice e accattivante, arricchito anche dalle invenzioni verbali dei piccoli protagonisti come “maialare” o “diascolo”, Vriens riesce a trattare il tema della malattia e a toccare sentimenti molto profondi, mostrando come molto spesso i bambini sappiano affrontare le prove della vita con maggior determinazione degli adulti. Forse proprio per questo Vriens, pur non risparmiando al pubblico di giovani lettori a cui è destinato pagine tristi o situazioni difficili da accettare e lasciando senza risposta grandi interrogativi (cosa si sarà dopo la morte? Qual è il senso di tanto sofferenza?), lancia un invito a non lasciarsi mai andare. Alle tante domande dei compagni sulle cure e sulla malattia, infatti, Akkie risponde in modo sicuro: “Quelli come noi non piangono”. Quel plurale utilizzato spontaneamente dalla bambina trasmette a tutti una forza che non pensavano proprio di avere e che, nel momento della prova più dura, li trova uniti per andare avanti, sempre e in ogni caso.