Un quartetto di amici di lunga data, ben collaudato, dall’apparente armonia perfetta ma con intrighi e storie nascoste. John è uno scrittore di gialli di successo. I suoi romanzi non sono duri thriller realistici, ma presentano tutte le caratteristiche e le trame dei classici gialli dei grandi scrittori: il detective che risolve il caso analizzando gli indizi grazie ad astuzia ed esperienza, l’enigma della camera chiusa, e via dicendo. Claudia, sua moglie, è una bellezza provocante e sfacciata, esperta di opere d’arte, grande appassionata di quel mondo e con una grande attenzione ai particolari. Alberto, amico di John da anni, potenziale erede di uno degli studi legali più importanti e affermati di Rimini, a causa di scelte differenti di studi dirige una biblioteca di scienze criminali, supportato però da una rendita mensile derivata dagli affari di famiglia. Infine, Laura, insegnante di lettere classiche, greco e latino, moglie perfetta in facciata ma nel profondo piena di risentimento per un tradimento perdonato e alla costante ricerca di emozioni e svaghi all’interno di una banalità coniugale diventata troppo monotona. All’interno di questo equilibrio precario si inserisce prepotentemente Rollo, un altro scrittore, ma stavolta di romanzi rigorosamente realistici, che fa anche spesso da spalla a John nelle presentazioni dei suoi libri, per creare dibattito, intrattenimento e curiosità nel pubblico. Durante una cena a cui tutti e cinque si trovano a partecipare, Rollo propone di scrivere un romanzo su Alberto e Laura come coppia, andando alla ricerca delle dinamiche familiari di quella che potrebbe essere all’apparenza una coppia modello, quasi stereotipata. Ma se da un lato Laura accetta con piacere, affascinata dal nuovo conoscente, sperando di poter vivere per una volta quei brividi che tanto desidera provare, Alberto è di tutt’altra opinione, temendo che tanti segreti e altarini possano uscire allo scoperto. Ma accetta comunque…

Fabio Lombardi è un avvocato penalista di Rimini, ma anche titolare insieme alla moglie della galleria Primo Piano nella stessa città e per diletto scrittore. Quintetto è un romanzo ironico e disincantato, ma anche un concentrato di temi più attuali che mai. L’amore e l’amicizia, che dovrebbero essere i cardini dell’esistenza affettiva di ogni essere umano, vengono messi a dura prova in pochi istanti, quasi senza apparenti rimorsi: la storia tra Claudia e Alberto, il fascino di Rollo su Laura, la reazione di John alla scoperta del tradimento della moglie con l’amico, il perdono rancoroso di Laura, l’apatia all’interno di una coppia all’apparenza affiatata. Dinamiche possibili, realistiche e reali, anzi sempre più frequenti nella nostra società. E quindi ogni stimolo, ogni attenzione, ogni piccolo interesse o potenziale stimolo diventa quasi prioritario: la ricerca di quell’attimo di svago, di emozione e brivido sovrasta quello che si è cercato di costruire per anni, la ricerca di una felicità, anche transitoria, all’esterno della coppia e della monotonia prevale sulla voglia di sistemare le cose oppure prendere decisioni nette anche se drastiche. In questo contesto sociale si inserisce un interrogativo in merito all’intelligenza artificiale, forse non di così diretta conseguenza di quanto narrato. L’inserimento dell’IA nell’editoria e nella scrittura, è un bene o un male? Dove sta il confine, esattamente? Genererebbe più benefici o sarebbe solo un modo per aumentare le truffe? Il confine tra realtà e finzione o tra ideali e verità in molti aspetti della vita e del progresso è molto labile. Forse troppo.
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