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Quo vadis, baby?

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È già arrivata al quarto gin lemon della serata ed ha la vista appannata dall’alcool. Vede alle pareti sfuocate riproduzioni di quadri impressionisti, mentre scorge un tipo, fronte bassa e occhi incavati, che abbozza un sorriso mentre le si avvicina. Giorgia si stringe nelle spalle e fa per scendere dallo sgabello sul quale è seduta; lo stomaco le si contrae per la nausea e, dopo pochi passi malfermi, è costretta ad aggrapparsi al bancone di legno per recuperare quel minimo di equilibrio che le consenta, in qualche modo, di uscire dal locale. Si appoggia alla portiera della sua vecchia auto e si accende una Camel, mentre si chiede se non sia il caso di trascinarsi verso il primo posteggio dei taxi e farsi accompagnare a casa. In una tasca della giacca a vento c’è ancora il biglietto che Aldo le ha scritto quando le ha inviato le lettere che Ada gli aveva mandato da Roma. Ada è, era, la sorella di Giorgia. Era partita per Roma in cerca di successo - desiderava tanto diventare attrice - ed ora si trova nella lapide accanto a quella della nonna Lina. È stata seppellita in un tubino nero e, dall’ovale della foto, sorride ed è in tutto e per tutto uguale alla loro madre alla sua età, poco più di vent’anni. La mamma, a proposito, è sepolta in un altro punto dello stesso cimitero, in un’urna d’argento. Sono rimasti solo Giorgia e suo padre, il maresciallo maggiore Fulvio Cantini che, una volta ritiratosi dall’Arma, ha allacciato un dialogo costante con la bottiglia e ha aperto una agenzia investigativa, che indaga per conto di privati cittadini e si occupa principalmente di infedeltà coniugali, oltre che di persone scomparse, indagini su molestie e violenze familiari. L’altra stanza del bilocale in cui si trova l’agenzia è stata affittata da tre anni a Lucio Spasimo, genio dell’informatica, un ragazzo robusto e piuttosto maniacale che si occupa della protezione dei dati di hardware e software da ogni tipo di virus e della loro prevenzione da attacchi di pericolosi hacker…

“Se anziché un romanzo fosse un disco, sarebbe un blues struggente e bellissimo” è stato scritto di questa storia. Osservazione decisamente calzante e assolutamente condivisibile. La prima avventura che vede come protagonista Giorgia Cantini - detective privata (e non solo) quarantenne, con un fardello pesante sulle spalle, legato ad un passato di morte che si è accanito sulla sua famiglia senza esclusione di colpi, ed un presente fatto di troppe sigarette e troppo alcool - accompagna il lettore per le strade e i portici di una Bologna meravigliosa pur se triste e piovosa, tra locali in cui la vita si accende di notte la musica dal vivo è una buona compagnia per tirare fino all’alba. Sono le solite indagini di routine quelle che conduce l’inquieta detective: vicende che riguardano amori malati o figli drogati, drammi borghesi o storie di corna e tradimento. Ma, tra un inseguimento e un appostamento, c’è un tarlo che continua a tormentarla ed è legato al suicidio apparentemente senza motivo della bellissima sorella, avvenuto sedici anni prima, quando la giovane Ada è partita per Roma in cerca di un radioso futuro come attrice ed è stata invece ricondotta a Bologna senza vita. La scoperta di un carteggio tra Ada e un vecchio amico spinge Giorgia a decidere di tornare indietro nel tempo, per dissipare le ombre che da troppo accompagnano questo dolorosissimo episodio e per trovare la verità, quella verità nascosta tra rimpianti, ricordi e rimorsi. Grazia Verasani - cantautrice, doppiatrice e scrittrice bolognese, dalla penna diretta e incisiva, che ha pubblicato per la prima volta questo romanzo nel 2004 - ha saputo sfruttare l’intreccio tipico di un noir di qualità per raccontare la solitudine, la fragilità e il disincanto di un personaggio capace di entrare nel cuore di ogni lettore; una donna, piegata dal dolore e disillusa, che non si aspetta più molto dalla vita ma che ha ancora voglia di impegnarsi per arrivare alla verità, per quanto amara possa essere. Interessante è la versione cinematografica del romanzo, datata 2004, diretta dal regista Gabriele Salvatores, musicata da Ezio Bosso e interpretata da una strepitosa Angela Baraldi nel ruolo di Giorgia Cantini. Il romanzo, tuttavia, aggiunge chiaroscuri intensi al racconto cinematografico ed è, quindi, consigliatissimo.