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Racconti

Racconti

Pëtr Ivanyč scrive a Ivan Petrovič una lettera franca e amichevole in cui chiede un incontro per un tè. Lo scopo è di discutere di una lunga serie di circostanze di per loro poco significative, ma che sono ragione di cruccio per Pëtr Ivanyč. Poiché i due non riescono a incontrarsi, arriva presto la risposta sconcertata di Ivan Petrovič… Ustin’ja Fëdorovna conduce una pensione in cui alloggia diverse persone, tra cui Semën Ivanovič Procharčin, un ex impiegato statale di basso rango, ora a riposo. In una qualche maniera, Semën è uno dei favoriti di Ustin’ja, al punto da farsi corrispondere appena la metà di quanto chiede ad altri pensionati. Poche figure sono così tragiche come quella del buffone di professione. Alcuni, i più onesti, ridono delle sue storie. Altri invece ridono di lui, facendolo oggetto di buffetti sia fisici che morali, fino a renderlo un martire. Nulla è più comico di un martire inutile… Arkadij e Vasja sono due colleghi scrivani che condividono lo stesso appartamento. La loro coabitazione va avanti senza scossoni e va avanti tra il serio e il giocoso finché Vasja non rivela che si sta per sposare. La fanciulla è un’Artem’ev e ha alle spalle una storia d’amore sfortunata: proprio questa li ha fatti avvicinare... Durante una festa per l’albero di Natale, è possibile osservare come la stratificazione sociale si rifletta sulla distribuzione dei regali per i bambini. Il rituale dello scartamento dei regali diventa un terreno di gioco per diletti più adulti e meno nobili… Un uomo con il cappotto di procione ferma un passante con un cappotto di castoro. L’uomo col procione vorrebbe chiedere qualcosa, ma è estremamente inibito, probabilmente l’uomo col castoro è di rango inferiore (i cappotti sono tutto nella Russia dell’800!). Solo dopo molti balletti inizia a parlargli di una signora che vive nel palazzo di fronte. Vuole coglierla sul fatto mentre tradisce il marito… Un undicenne riceve il permesso di recarsi da in parente in campagna. Trova che attorno allo zio si sono raccolte una cinquantina di persone, impegnate in una festa permanente. Il ragazzo ha la sensazione che l’uomo intende dilapidare tutto il patrimonio in modo scientifico. Un’anziana signora si interessa a lui, formando un legame insolito... Un consigliere segreto invita a cena due colleghi per festeggiare due eventi: il proprio pensionamento e il compleanno. La cosa più strana è che il sessantacinquenne Ivan non ha mai celebrato il suo passaggio, ma stavolta è cambiato. Sono tutti e tre uomini solidi, che capiscono il proprio ruolo nella società, sanno fino a quale grado gerarchico possono arrivare e dove non possono andare oltre, eppure l’equilibrio di quell’incontro festoso sembra pronto a incrinarsi... Un uomo viene inghiottito vivo e tutto intero nel Passage da un coccodrillo. Non è uno spoiler: è la premessa del racconto sulla curiosità innocua di un uomo che non ha mai visto dal vivo un’animale bizzarro e mortalmente pericoloso… In tutta la Russia, in monasteri dimenticati, si trovano veri e propri asceti che hanno perfezionato a tal punto la conoscenza dell’uomo da penetrare fino in fondo l’animo umano. Azioni apparentemente prive di senso diventano portali di salvezza, le penitenze strumenti sofisticati di purificazione… Uno scrittore invia i propri manoscritti a diverse redazioni, racconti, feuilleton, novelle: sono tutti rifiutati perché “mancano di sale”. Un pittore fa il suo ritratto e scrive in didascalia di come la persona rappresentata sia prossima alla pazzia… Pietroburgo è una città folle, visionaria, in cui anche attraversare la strada può diventare un’esperienza avventurosa. La quantità di carrozze e il modo selvaggio in cui sono manovrate costituiscono un rischio per la vita. Un giorno, tuttavia, la strada è deserta e la quiete può indurre riflessioni letterarie e architettoniche… “I bambini sono gente strana”. Uno in particolare, di sette anni appena, è un “bambino con la manina”, un piccolo mendicante. Questo non è come gli altri: non ripete storie strappalacrime imparate a memoria e non ha ancora la tendenza delinquenziale dei più grandi… È il secondo giorno di Pasqua e, nonostante il senso di disgusto di uno scrittore per l’ubriachezza del popolo, si aggira per bettole e vicoli bui, a metà tra curiosità antropologica e testimonianza. In questo caso, lo scrittore è dichiaratamente lo stesso Dostoevskij… Una vecchina cammina lungo una strada, fermandosi quasi a ogni casa che incontra per la via. È molto stanca e sta andando a trovare i nipoti. Pur essendo molto vecchia. ha una luce tiepida negli occhi che sembra animare ogni fibra del suo essere. È una centenaria…

Questa raccolta di racconti che va dal 1845 al 1880, presenta, in una nuova traduzione e con un solido apparato critico e di note, la produzione di narrativa breve di Fëdor Dostoevskij, con un focus particolare sui racconti meno noti. È infatti notevole l’assenza di novelle come Le notti bianche o La mite, noti persino a chi non ha molta familiarità con l’opera di uno dei due scrittori più famosi della Russia. È opportuno notare che non si tratta di una raccolta completa della produzione di racconti di Dostoevskij, ma una selezione. Tuttavia, persino chi conosce i grandi romanzi come Delitto e castigo, I fratelli Karamazov, L’idiota (e molti altri), in questi scritti troverà una prospettiva nuova su un autore parte del canone occidentale. Come evidenzia giustamente Serena Prina nell’Introduzione, Dostoevskij è stato in primo luogo un grande sperimentatore, sia nella produzione più lunga, che in quella più breve e nella pubblicistica (la parte della sua produzione ancora meno nota). Da questo punto di vista i Racconti possono essere visti, più che una forma di ispirazione su “come scrivere”, un’indicazione su “come sperimentare”. Quello che colpisce è la presenza di diversi punti di vista e di stili narrativi. Abbiamo lo stile epistolare comico nel Romanzo in nove lettere, in cui lo scambio diventa un crescendo in cui un semplice malinteso diventa un crescendo fino alla conclusione grottesca. Nei racconti tratti dal Diario di uno scrittore (raccolta più ampia che costituisce in effetti una raccolta a parte) vediamo lo stesso autore mettersi in gioco e raccontare in prima persona, a volte inserendo dettagli biografici e presentando molti degli eventi narrati come effettivamente avvenuti. Ovviamente anche questo fa parte del gioco implicito che si instaura tra scrittore e lettore. Nel Piccolo eroe vediamo in azione un undicenne, quindi un giovane che non è più bambino e non ancora adulto, che diviene testimone suo malgrado di una vera e propria atrocità. Nella Storia di un uomo ridicolo, il protagonista è, nonostante la premessa iniziale, totalmente tragico e la sua comicità intrinseca rende la sua vicenda ancora più amara. Quindi emerge una serie ricchissima di quadretti che danno un’idea molto variopinta della Russia nella seconda metà dell’Ottocento, con tutti i suoi enigmi, primo tra tutti la sua fonte di amore e odio per eccellenza: San Pietroburgo. Un altro aspetto di sperimentazione degno di nota è costituito dal tipo di personaggi rappresentati in questa raccolta. Quasi tutti, lungi dal seguire un approccio puramente naturalistico, hanno in comune un aspetto che spesso sfocia nell’esagerazione, intesa come rappresentazione di personalità totalmente fuori dall’ordinario per caratteristiche fisiche, psicologiche o morali. I personaggi corrotti lo sono totalmente (è spesso presente l’aspetto efferato della predazione dell’innocenza) e i personaggi positivi spesso sono caratterizzati dall’impossibilità ad agire per difendere il loro sistema di valori. Questa raccolta molto probabilmente non è la soglia d’ingresso più consigliabile a chi non abbia dimestichezza con l’opera di Dostoevskij, ma è di sicuro un approfondimento di grande fascinazione.