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Racconti di nativi americani - Eroi e grandi capi indiani

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Spotted Tail, coda spezzata, e la sua astuzia da fine politico e diplomatico ma ancor prima da fine conoscitore dell’animo degli uomini e diremmo quasi studioso del comportamento dei bianchi, tanto da essere a volte tacciato di esser persino loro amico… Little Crow, piccolo corvo, fatto oggetto da giovane di un tentato omicidio per via di una faida tra tribù: anch’egli grande oratore e diplomatico, ebbe però un comportamento ambiguo che lo vide, prima di essere sorpreso dalla pallottola di un civile canadese, tentare un accordo che gli permettesse di vivere bene, sia pur nascosto da amici, appunto in Canada… Tamahay o Standing Moose (Alce in piedi), che ha sempre sostenuto di aver avuto, in sogno, una chiara predizione di morire giovane ed invece visse a lungo, attraversando mille battaglie e pericoli grazie al suo coraggio, al suo sprezzo del pericolo ed al suo infallibile istinto, morendo di morte naturale ad una discreta età… Sono, questi, soltanto alcuni dei tanti esempi di eroi nativi americani o capi indiani la cui biografia viene sinteticamente riportata comunicando per ciascuno di loro un’aura di grande orgoglio , fierezza e rispetto: tutto ciò a cura di un esperto, a sua volta nativo americano, per l’esattezza un Dakota (il primo a laurearsi in biologia), che ha anche intervistato personalmente taluni di questi grandi personaggi, icone del suo popolo…

L’opera si rivela senza dubbio interessante anche per un non addetto ai lavori, nel suo scandagliare il carattere, la psicologia di questi importanti – ma non sempre conosciuti dal grande pubblico – personaggi storici, taluni dominati dall’impulsività, altri invece da saggezza e razionalità. Il modo in cui raggiunsero e mantennero il potere all’interno delle tribù, le scelte che dovettero compiere nei contrasti, a volte intensamente sanguinosi, con i bianchi invasori (scelte a volte assolutamente contraddittorie e ambigue come quelle che fece Hole in the day) e i motivi che di volta in volta mossero tali decisioni, le loro storie personali, di vita e a volte anche sentimentali, e infine l’altro importantissimo crocevia di snodo delle vicende di quasi ogni nativo americano, la costruzione della Ferrovia: la maggioranza non si oppose al suo passaggio ed alla sua realizzazione, ma solo perché vennero fatte dall’uomo bianco una serie di promesse, poi non mantenute. Il che scatenò ritorsioni a catena, aggressioni e infine vere e proprie guerre. Molto adeguata e sottile si rivela anche la traduzione, e indubbiamente destano fascino le tante foto originali in bianco e nero d’epoca contenute nel libro. Se il punto di forza, oltre al tono scorrevole e preciso, nitido, di ogni storia raccontata, è il poter riferire eventi e personaggi con certissima cognizione di causa, dato che Eastman visse o sentì raccontare personalmente dal vivo molte di queste vicende, va di contraltare riconosciuto che alcune di tali storie - sono in tutto quattordici - si somigliano in molti aspetti tra di loro e dunque, oltre a non poter rivestire lo stesso valore per un profano e per uno studioso di storia, questo lavoro vedrà emergere, nella sua seconda parte soprattutto, una certa sensazione di “già sentito” nel lettore che vi si approcci in modo distaccato e disincantato.