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Radica – Ciclo dei Podestati

radica

Antar accarezza meccanicamente i capelli di Sinal, appoggiata sulle sue gambe e finalmente abbandonata a un sonno ristoratore. Sono in viaggio da non molto, partite all’alba per recarsi nel Montrag Maggiore; la morte di Sinal, per quanto non improvvisa, ha gettato troppe responsabilità sulle spalle di quella giovane ragazza di appena diciotto cicli, ragion per cui quel viaggio non poteva essere più rimandabile. Mentre osserva la smorfia triste sul volto della ragazza, Antar ripensa a quello che è accaduto negli ultimi mesi. La nomina del nuovo Podestà è sempre stato un processo articolato e delicato: l’individuazione dei candidati è per prassi lasciata al Consiglio degli Anziani e alle Corporazioni, mentre il Potestà uscente si limita ad accettare le candidature e renderle pubbliche. Infine, il popolo sceglie la sua nuova guida, la cui elezione viene validata solo dopo l’apposizione del Sigillo del Podestà. E lo stesso processo si sarebbe dovuto svolgere nel Montrag Minore, se non fosse stato per le tensioni suscitate nel Montrag Maggiore dal nuovo Podestà: per la prima volta il Consiglio, le Corporazioni, i Mercanti e il popolo non avevano trovato un accordo. Una situazione aggravata dalla morte di Sinal e dalla giovane età della sua erede, troppo inesperta per poter subentrare al padre. A Sinal, quindi, non è rimasto altro se non il potere di apporre il sigillo alla nuova nomina, ragione di quel viaggio…

Un luogo comune che talvolta serpeggia nel mondo dell’editoria è quello di credere che esistano dei generi ontologicamente più “semplici”. Tra questi il thriller e il fantasy, a torto considerati talvolta dei generi letterariamente “minori” e comunque meno complessi da praticare per chi voglia avvicinarsi alla scrittura di un romanzo. Vero è, al contrario, che proprio questi due generi possono risultare una trappola insidiosa per penne inesperte, rischiando di dar vita a trame poco coerenti o strutture narrative poco solide. Non è questo il caso di Lune (pseudonimo, o meglio acronimo nato usando alcune lettere del suo vero nome, di una giovane scrittrice bolognese) che con Radica – volume uno del Ciclo dei Podestati - dà l’avvio a una serie di romanzi fantasy nei quali non manca il giusto tocco di suspense tipico dei romanzi gialli. Ambientato in una terra immaginaria suddivisa in Podestati, il primo volume trae spunto da una successione politica difficoltosa per dare avvio alla trama. A dispetto della grande quantità di personaggi – oltre una decina – ognuno è caratterizzato in modo tale da avere un ruolo ben preciso nella mente del lettore che, cambiando punto di vista a seconda del personaggio, è in grado di avere un quadro generale della situazione. Offrire tanti punti di vista differenti sulla storia al lettore porta anche a una scansione narrativa molto “estrema” dal punto di vista POV: non è raro che, nello stesso momento, vengano descritti più episodi aventi luogo in zone differenti e nonostante la scelta possa non essere apprezzata da tutti i lettori (il rischio di creare confusione è alto), Lune riesce a mantenere salda la traiettoria della narrazione, che pecca però talvolta di lentezza. Partito dalla volontà di voler narrare un giallo ambientato nella città di Bologna, Radica alla fine è diventato un fantasy sui generis in cui l’elemento fantastico è rappresentato dagli Aku, esseri umani scelti dai draghi come ponte di comunicazione tra i due mondi, reale e fantastico. Una lettura piacevole e talmente interessante da permettere al lettore di soprassedere a qualche imperfezione.