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Ragazze ricche

Ragazze ricche
Nella Germania dei nostri giorni due uomini e cinque donne vivono strane e tumultuose storie d’amore. Troviamo Franziska, brillante ricercatrice universitaria, fidanzata ufficialmente con l’affidabile Timo ma amante occasionale del tenebroso Simon. Poi c’è Lisa, giovane ed ingenua libraia, che cercando l’uomo della sua vita si imbatte nel viscido e lubrico Sören il quale, con abile scaltrezza, le porta via la sua pulita ingenuità. Ed ecco Carl, studioso e appassionato di temporali che è intento a miscelare nel migliore dei modi la fissazione per i fulmini e la passione per sua moglie Sofie. È la volta di Nette, adolescente vivace e civettuola che, invaghitasi di suo fratello Ulli, vive ogni personale esperienza in funzione di lui. C’è poi Jakob, che disperato per essere stato lasciato dalla sua fidanzata, si rifugia in soffitta per costruire una casa delle bambole, si estrania dal mondo e rischia di essere soffocato dal ricordo della sua amata. C’è anche Natalie, donna ossessivamente opprimente che spera di essere tollerata da Stephan, suo nuovo e focoso amante. E infine ecco Lizzy che, perennemente insoddisfatta della sua vita e del suo matrimonio, cerca di innescare una relazione extraconiugale tra suo marito ed una sua amica con lo scopo di allontanarsi da tutto e tutti...
Prima della pubblicazione del suo romanzo d’esordio (L’ora tra il cane e il lupo del 2008), oltre alla stesura di componimenti poetici, Silke Scheuermann si è dedicata alla scrittura di racconti e il risultato è Ragazze ricche, una raccolta di brevissime storie pubblicata in Italia solo di recente, ma diffusa in Germania già nel 2005. Fuorviato dal menzognero titolo, il lettore è inizialmente convinto che le pagine sveleranno storie di giovani donne che nuotano in un oceano di luccicanti monete d’oro. Mai convinzione si rivelerà più sbagliata. Le storie ci sono e le donne anche (in verità, tra i protagonisti sono presenti anche due uomini), ma l’oceano in cui vivono non pullula d’oro, ma brulica di sesso e di trasgressione, di amore (nelle sue sfaccettature più cupe) e di passione, di smarrimento e di insoddisfazione. Seppure composti con scrittura duttile e chiara, veloce ed essenziale, precisa e asciutta, i sette racconti convincono veramente molto poco poiché proiettano immagini perfettamente delineate, ma infelicemente carenti di profondità e di calore. I personaggi, privi di pienezza e di corposità, si stagliano nello spazio come figure grigie e inanimate, e le parole che ne descrivono la vita si smorzano in pagine monocromatiche e aridamente ombrose. Le vicende raccontate si rivelano così una sbiadita miscellanea di storie sterili e noiose che, mancando di fruttuosità e di guizzi di luce, rendono profondamente povere le “ragazze ricche”.