Dopo cinque anni di discussioni, dopo i pianti, dopo che in ogni bambino con cui incrociavano lo sguardo vedevano la possibilità di un figlio che non sarebbe mai arrivato, quando finalmente Leigh si rivolge all’amata Maggie - che ha tre anni più di lei che ne ha trentaquattro ed è sempre stata etero prima di incontrarla e di decidere di andarsene armi e bagagli in Wyoming con lei - per dirle che sì, finalmente è giunto il momento nel quale possono restare incinte, preparandosi a nove mesi di discussioni su nomi, donatori di sperma e quant’altro, la risposta incredibilmente è un meccanico “Grazie, sono felice”… Il nipote di Lillia è conscio di quel che è, forse persino troppo, ammesso che ci possa essere un limite: fa l’influencer, e a chi meglio di lui potrebbe rivolgersi la zia per affrontare senza eccessiva ansia la sua transizione?... La maestra le chiede di indossare un costume, ma a Coco di incarnare una matriarca proprio non va: perché?...
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Intenso, avvincente, emozionante, brillante, giustamente plurinominato a vari premi, ricco di punti di vista, chiavi di lettura, di interpretazione, sfaccettature e personaggi caratterizzati con precisione e mai banali, fragili, realistici, contraddittori, vulnerabili, precari, economicamente e per quel che concerne i sentimenti, in un mondo in cui già sopravvivere, per mille e più motivi, sembra essere un’impresa e un atto di (r)esistenza. Il libro di Lydi Conklin è un esordio letterario come si spererebbe che fossero tutti: appassionato, lucido, credibile, che induce alla riflessione e all’immedesimazione, palpitante, vibrante, con dialoghi asciutti e veridici che compongono una fotografia del reale umanissima. Un grappolo di racconti che parlano di amore, sesso, desiderio senza essere mai cattedratici, mai didascalici, mai agiografici o retorici, di corpi in transizione, di famiglie che i difensori della tradizione – quale, poi? – non approverebbero, ma non è per loro l’elegia, per citare Dickinson: ironici, caleidoscopici, mai manieristici o inutilmente reboanti, al di là di ogni cliché.