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Ramen e altri brodi giapponesi

Ramen e altri brodi giapponesi

Reidratate l'alga kombu per 1 ora in 2 litri di acqua tiepida... e poi? È presto detto! Tra spicchi d'aglio da schiacciare, soia o sakè da miscelare, mirin e salsa di ostrica (o succo di mela, o tahina) da aggiungere, maiale da dorare, pollo da affettare, uova da marinare, cipollotti da tagliare a rondelle, e via dicendo, basta seguire passo dopo passo le ricette scelte da Sachiyo Harada per orientarsi tra brodi, preparazioni, spaghetti (ops! Noodles, scusate), piatti caldi e freddi che compongono questo veloce - quanto variegato - viaggio nell'universo Ramen. Divenuto ormai di moda anche in Italia, dopo esser uscito dalla nicchia nella quale era rimasto a lungo, sono in molti a definirsi esperti di quello che è uno dei piatti più tradizionali della cucina giapponese (ma di origine cinese), salvo poi non saper distinguere tra le tante varietà a disposizione o tra quale ristorante sia in grado di offrirne una versione accettabile o eccessivamente europeizzata. Inciampi che aiuterà a evitare questo breviario e le sue “ricette facili per cucinare in casa i ramen giapponesi”...

Per quanto di poche parole, risulta coerente la scelta dell'editore di affidarsi all'esperta Sachiyo Harada - diplomata alla scuola Ferrandi di Parigi, food stylist di alto livello e scrittrice per la sezione Gourmet di Madame FigaroJapan - per un ricettario perfettamente adeguato alla collana Prêt-à-cuisiner nella quale lo troviamo inserito. Sia per la natura veloce delle preparazioni presentate (di “6 ingredienti al massimo”, come recita la regola), sia per le precedenti prove dell'autrice giapponese (da Cuisine on Screen: 60 Famous Japanese Recipes from 30 Cult Movies e Petits plats du Japon: C'est meilleur à la maison a Un dîner au Japon prêt en 30 minutes), ormai un riferimento per questo tipo di pubblicazioni, come conferma il quasi infografico Grande manuale della cucina giapponese (sempre per L’ippocampo). Colpiscono semmai la totale assenza di un qualsiasi testo di introduzione o di accompagnamento alle scarne indicazioni offerte dalle singole ricette, ridotte alla promessa manciata di componenti dei vari piatti e a passaggi ridotti all'osso. Forse troppo, visto il rischio di non trovare risposta ai comprensibili dubbi dei cuochi impegnati, per quanto non manchino i rimandi alle pagine dedicate ai condimenti, le salse e i brodi pronti, utile compendio per individuare elementi fondamentali e di (mediamente) facile reperimento, trattandosi di prodotti ampiamente commerciali, con buona pace delle pretese da gourmet di molti appassionati. Un elemento indispensabile per questa furba operazione di democratizzazione culinaria, essenziale quanto pratica, che segue la crescita del turismo occidentale in terra giapponese e sulla carta resa “for dummies” con una prima parte più basic dedicata alle tre principali tipologie di ramen: shoyu, miso e shio, e una seconda più divertente e stimolante per chi voglia mettersi alla prova con le ricette di aemen (piatti caldi), hiyashi (piatti freddi) e di qualche “piatto del weekend”, nel quale spicca il - da noi - quasi sconosciuto Tsukemen.