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Rebis

rebis

Italia, piccolo villaggio medievale, epoca non precisata. Mentre due donne accusate di stregoneria - Beldie e Viviana - vengono bruciate sul rogo, Annetta - moglie di Girolamo - dà alla luce il secondo figlio maschio, Martino. Il piccolo, sciaguratamente nato albino, rischia immediatamente di non essere accettato dal padre; a salvarlo la madre che, dal momento che è sano, insiste perché venga accolto in famiglia. Anni dopo, il piccolo Martino è cresciuto ma continua a non essere accettato dalla comunità in cui vive: gli abitanti del villaggio lo reputano maledetto e causa di tutte le loro disgrazie, i coetanei lo additano come “sgorbio” e “mostro” e lo perseguitano con atti gratuiti di bullismo; in famiglia il rapporto idilliaco con madre e sorelle si contrappone a quello più conflittuale col fratello Arturo ma soprattutto col padre che, ritenendolo una sventura, decide di allontanarlo da casa per evitare le ire dei vicini. Quando apprende di dover partire l’indomani mattina con uno zio aggregandosi ad una carovana diretta a sud, Martino decide di scappare di casa inoltrandosi nel bosco; lì incontra Viviana, la “strega” che all’insaputa di tutti è sopravvissuta al rogo di anni fa, che lo accoglie e si prende cura di lui cercando di accompagnarlo nel difficile processo di arrivare ad accettare il suo essere diverso come una ricchezza e non come una maledizione…

Conosciutesi alla Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia, Carlotta Dicataldo e Irene Marchesini sono diventate amiche ed hanno capito di voler lavorare ad un progetto comune; è dal loro lavoro a quattro mani che nasce Rebis - il graphic novel edito da Bao Publishing - che vede Irene alla penna e Carlotta al tavolo da disegno. La storia è ambientata in un villaggio qualunque dell’Italia medievale, in un’epoca non ben precisata ma collocabile intorno al 1500, periodo in cui la caccia alle streghe che funestò l’Europa nel passaggio dal medioevo all’età moderna diede origine a numerosi roghi; sin dalle prime pagine è chiara la realtà che andrà a permeare il racconto: una società maschilista che vede in due donne che si amano streghe da bruciare per volere divino e che vede come risultato utile della procreazione esclusivamente il figlio maschio; anche l’inclusività non è di casa in questa società: il piccolo Martino, nato albino, rischia la morte ancora in fasce perché l’ipopigmentazione viene considerata un segno del diavolo…a salvarlo solo la madre che si impone sul volere del padre ma che appena lui cresce non riesce ad impedirgli di ripudiarlo. Accolto nel bosco da Viviana Martino trova in lei una nuova famiglia che lo accetta nella sua diversità, impara un nuovo modo di vivere in armonia con la natura e - diventando via via più androgino - fa spazio ad un’ulteriore diversità che mostra il suo culmine nel momento in cui inizia a vestire abiti femminili. Iniziato alla magia, sceglie di rinascere col nuovo nome Rebis… una scelta tutt’altro che casuale dal momento che in alchimia rebis designa un matrimonio chimico di elementi opposti che si uniscono. Con Rebis siamo di fronte ad un graphic novel che fa dell’intelligenza e della cura per i dettagli il suo punto di forza: la narrazione, delicata e mai banale, si sposa con tavole elaborate che fanno immedesimare il lettore con Martino e la sua evoluzione. La trama fa un sapiente uso di metafore più o meno evidenti che guidano il lettore a comprendere il processo di crescita affrontato dal protagonista; allo stesso tempo i disegni, oltre a regalare scorci di tutto pregio, restituiscono un protagonista che anche visivamente è in bilico tra i tratti femminili e maschili. Una storia che ha il dono di presentare temi forti con estrema delicatezza, caratteristica che la rende adatta anche ai lettori più giovani.