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Redsilienza

Redsilienza

“Sara decise. Mollò tutto e andò via”. Scavata dal dolore, a ventitré anni parte per New York, l’unica scelta che le fa ancora attribuire un senso alla propria vita. È per questo che, in aeroporto, dopo aver salutato la madre e le sue amiche, non si volta indietro. È l’unica decisione per ricominciare da capo, per cercare di tornare a vivere dopo la morte di Diego, il suo ragazzo, che non potrebbe mai superare se rimanesse nel piccolo paese sul Lago Maggiore dove vive, in cui tutti sanno tutto e, attraverso gli sguardi impietositi della gente, rivivrebbe quel momento in eterno. Ma un istinto più forte la fa reagire, la spinge a partire per la Grande Mela, dove sarà sicuramente più indifferente agli occhi degli altri, non sarà certo “la ragazza che ha perso il ragazzo che amava”. E, atterrata al JFK, “quell’aria che sapeva di nuovo le si appiccicò sul volto”. Sceglie di prendere un taxi per raggiungere la nuova casa dove ad aspettarla ci sarà Dafne, la sua coinquilina. Dafne, conosciuta durante le videochiamate dall’Italia, è una ventata di aria fresca. La trova così come si è mostrata attraverso lo schermo, “cordiale e gentile”, e anche la casa non delude le sue aspettative. Dafne la trascina subito a cena per farla familiarizzare con la nuova aria newyorchese e quella sera Sara riceve il primo grande regalo di benvenuto da quella città: per la prima volta, dopo tempo, non ha incubi...

Romanzo d’esordio di Silvia Piras, Redsilienza è la storia di una ragazza che decide di tagliare i ponti con una vita che l’ha segnata, un corpo in deperimento e un paese troppo piccolo per ricominciare. Così, per ridisegnare le coordinate della propria esistenza, non poteva esserci decisione più drastica e rivoluzionaria che trasferirsi in una città opposta a quella in cui era nata e vissuta. New York, frenetica, dinamica, inarrestabile è il grembo in cui Sara può rinascere. E la sua sembra proprio una rinascita nel momento in cui Dafne la “battezza” addirittura con un soprannome, “Red” – da cui il titolo Redsilienza – per la sua chioma fulva che l’ha resa vittima di bullismo quando era piccola, ma che la rende una ragazza unica e diversa da adulta. Sara si riscopre, conoscendo gli amici di Dafne, ritorna l’amica che dispensa buoni consigli, la ragazza ironica che diverte e si diverte. La movida dell’Upper-East- Side in cui Dafne è inserita, diventa il rimedio per sanare le sue ferite, per ritrovare la ragazza che aveva dimenticato di essere, consumata in un corpo devastato, anche se gli incubi – che la fanno gridare di notte – non svaniscono. Sara non ne parla con nessuno, neanche con la coinquilina, a cui nasconde il vero motivo per cui è partita, non vuole essere perseguitata dalla sua storia anche nella città che ha scelto per ricominciare. E poi c’è Steve. Il donnaiolo dell’Upper-East-Side, quello da cui Dafne la mette in guardia, ma anche quello che riesce a conquistarsi un posto nel suo cuore frantumato. Sara si ricostruisce grazie a Dafne (alias Canada, come la soprannomina Sara), che, a sua volta, deve a Italy (altro soprannome affibbiato da Dafne a Sara) il riavvicinamento e il totale ricongiungimento con Tom - il suo ex - e grazie a Steve, che, da quando si innamora di lei, diventa una persona migliore.