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Requiem per un fascista maltese

Requiem per un fascista maltese

Primi del Novecento. Nell’infanzia di Lorenz, che vive in una sperduta cittadina di campagna maltese, si insinua la figura di un bimbo subnormale dal ghigno indecifrabile, il cugino Kos: vive una vita tutta sua, per un periodo sparisce addirittura dal paese, e quando viene ritrovato gli vengono tributati onori da figliol prodigo, coniugati ai pur sempre presenti sfottò. Trattato crudelmente da scherzo della natura, Kos non solo “eclissa” l’attenzione dei compaesani per Lorenz, ma lo confonde sessualmente: la notte del suo ritorno dopo la lunga sparizione infatti gli dà un lungo bacio sulla bocca. Nella storia di Lorenz la figura di Kos da questo momento di fatto sparisce, ma nel contempo non potrebbe essere più presente nelle controverse sensazioni del protagonista e nell’ambiguità delle sue scelte e di molti di quelli con cui si accompagnerà: Lorenz va via giovane da casa, mantenendo contatti con la famiglia solo epistolari e solo con la madre, quando sta crescendo sempre più l’avanzata del fascismo e del nazismo in Europa. Le vicende della vita lo portano a provare sentimenti di amicizia mista a forte attrazione per un uomo suo coetaneo, Paul, e nel contempo un’ammirazione e stima miste anche ad apprezzamento fisico per una giovane ebrea, Ester. Paul di lì a poco sposerà con sempre più decisione e fervore la causa fascista, tentando di coinvolgere anche Lorenz, fatto che causerà frequenti litigi tra loro, anche gravi, pur non cancellando l’amicizia tra i due: ma quando la casa di Ester viene bruciata dolosamente causando la morte di un membro della sua famiglia e gravi ferite alla ragazza, Lorenz, convinto della colpevolezza di Paul nonostante questi neghi con veemenza, decide di tendergli un tranello…

Quest’opera è innanzitutto scritta con maestria, tanto che ci si sorprende che Francis Ebejer non sia riuscito a divenire più famoso, in vita (le note di copertina spiegano che fu per via di una serie di vicissitudini, tanto che il libro è in parte autobiografico, e anche per una istintiva riservatezza dell’autore): non è semplice mantenere vivo l’interesse del lettore per tramite di una narrazione “a salti” come quella qui proposta, e fondata più su dialoghi e immagini che sulla narrazione diretta. Pur venendo ben inquadrata la vicenda nella propria ambientazione storica, infatti, non sono gli eventi bellici ad avere importanza predominante nel racconto, bensì i sentimenti, le scelte, l’impronta che danno alla propria vita - nell’evolversi del tempo - il 2 protagonista Lorenz, i suoi amici Ester e Paul e un’altra rilevante figura, Elena, che diverrà a lungo amante di Lorenz nonostante sia dichiaratamente fascista e compagna ufficiale di un fascista, mentore di Paul nell’ingresso al partito. Il romanzo si dipana su più livelli, ma, mentre i bombardamenti, l’impiccagione di alcuni fascisti ed altri drammatici e sanguinosi eventi di guerra fanno più che altro da sfondo alla trama, quello che sembra prevalere è l’ambito dei tormenti interiori di Lorenz, il suo voler capire le reali motivazioni psicologiche di alcune sue azioni o scelte, a volte apparentemente impulsive o contraddittorie, che lo fanno, in un primo momento, sentire quasi estraneo a se stesso. Indubbiamente un’opera che, pur nella sua “stranezza”, (così la definisce anche il “Birmingham Post” negli strilli di copertina) anzi proprio forse per tale singolarità, genera curiosità di conoscere altro di questo autore dal moderno e innovativo stile drammaturgico.