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Revoluzione

Revoluzione

La signora seduta in prima fila è vestita di grigio-argento e ascolta con espressione attenta e severa che incute un po’ di timore il Maestro, il quale suona le sue composizioni. In questa magnifica serata, la sala del teatro di Tokyo brulica di gente. Gente anche importante, venuta per lui, Giovanni Allevi. Il compositore marchigiano, un po’ nascosto dai suoi voluminosi capelli ricci, indossa, come di consueto, la divisa da concerto: una T-shirt nera, jeans e le immancabili Converse. Questa è la sua corazza: uno scudo che lo mette a suo agio e lo protegge dalla realtà che lo circonda. La musica, intanto, echeggia nell’aria, avvolge e incanta tutto il teatro. È, questa, una manifestazione importantissima per la sua carriera in Oriente. Ma qualcosa blocca il Maestro. Un tremore strano gli impedisce di andare avanti e, mentre suona The other side of me e le sue dita sfiorano il fiammante “Bosendorfer Imperial”, la musica penetra nelle sue orecchie e si trasforma in qualcosa di orribile. Giovanni sente l’angoscia invadere il suo corpo e, mentre il tremore della mano sinistra si fa sempre più intenso, sente su di lui lo sguardo austero e ingombrante della signora vestita d’ argento e dei critici musicali, dei giornalisti e degli artisti ai quali sono stati riservati i primi posti. Il peso del grande successo si fa sentire: Giovanni si trova esattamente dove vorrebbe, dove le sue ambizioni lo hanno portato, ma sente anche fortissima l’esigenza di fuggire. I brani si susseguono uno dopo l’altro e il pubblico applaude il grande compositore, ignaro del frastuono che domina la mente del maestro...

Giovanni è un bambino felice. Disegna navi spaziali e sogna di realizzarle in futuro. Il padre è professore di musica, suona il pianoforte e nutre un amore profondo per il piccolo, ma gli nega categoricamente la possibilità di suonare il magnifico strumento (chiuso a chiave in una stanza) e di addentrarsi, dunque, nel magico mondo del pentagramma. Solo da grande Giovanni comprenderà che il padre voleva proteggerlo da un’eventuale delusione, come quella che lui stesso aveva provato tempo addietro quando si era visto negare il sogno di diventare un grande musicista. Giovanni, però, anziché navi spaziali progetterà musica, creerà capolavori e sarà amato in tutto il mondo. Il Maestro Allevi si potrebbe definire un eterno ragazzo, sbarazzino e disinvolto che, con grande leggerezza, crea capolavori rivoluzionando la musica classica. Questa particolarità lo rende universalmente unico. Quando dalla NASA lo chiamano per comunicargli che è stato assegnato il suo nome ad un asteroide risponde: “Niente male per un alieno come me”. Giovanni Allevi, nato ad Ascoli Piceno nel 1969, è un uomo timido, introverso, dall’animo profondamente sensibile, come lo è il suo orecchio musicale che capta le note anche nei semplici suoni quotidiani. Ma ciò che lo rende speciale è anche il coraggio e la capacità di svelare se stesso attraverso la prosa. Con una scrittura fluida, elegante e armoniosa, che ricorda la sua musica, egli si racconta al mondo. Ed è un po’ come sentire la sua voce leggera e soave che fluttua nell’aria e trasmette serenità. Revoluzione, che già dalle prime pagine ricorda fortemente il libro precedente di Allevi, L’equilibrio della lucertola è un libro in cui il maestro, laureato, tra l’altro, in filosofia, mette a nudo le sue emozioni e i suoi sentimenti e, attraverso una serie di riflessioni, cerca di comprendere se stesso per dominare le sue paure. Un soliloquio interessante che ritrae l’uomo attraverso vari aneddoti della sua vita, aforismi, critiche personali, dove il fulcro della narrazione viene affidato ad un dialogo con una bouganville, personificazione del suo “io” profondo. In una sua intervista rilasciata a Mangialibri, Allevi ha affermato che la scrittura gli permette di staccare per fare il punto sulla situazione della sua vita. Questa è un po’ anche la sensazione e lo stimolo che trasmette ai suoi lettori, che si pongono la domanda che Giovanni Allevi pone sempre ai suoi interlocutori, compresi gli artisti di strada che ha incontrato in giro per l’Italia per la trasmissione “Allevi in the Jungle”: “Che cosa è importante?”. Di fronte al pensiero intenso e un po’ complicato del Maestro rispondere a questa domanda tanto banale quanto terribilmente complicata, diventa molto difficile.