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Revolver

Revolver
Andrea, giovane scrittore di discreto successo, da dieci anni è assillato dalla stesura di un romanzo incompiuto che ha per soggetto la vicenda di Damon Kidd, cantante e leader dei Revolver, la più acclamata rock band del momento. La giovane rockstar versa in uno stato di desolata stagnazione creativa, proprio come lui. Dopo lo straordinario successo ottenuto fin dall’esordio con Back To The Yellow Submarine e confermato con il successivo Chemical Milk, l’ispirazione dei componenti del gruppo pare ora evaporata. Turbato da allucinazioni e da fobie ossessive, Damon medita allora di ritirarsi dalla carriera, suicidandosi davanti alla platea dei propri ammiratori. La decisione, favorita anche dall’incubo di aver ucciso la propria ragazza, è presa: Damon si toglierà la vita nel corso di un concerto previsto a breve allo Stade de France di Parigi. Andrea stabilisce di entrare di persona nella storia per salvare il proprio protagonista. Ma per portare a compimento il progetto e il libro ha bisogno del sostegno della sua fidanzata Carlotta, che per amore decide di assecondare la stralunata iniziativa dello scrittore partendo con lui alla volta di Parigi…  
Il dono della sintesi applicato in narrativa: ecco che cos’è il nuovo romanzo di Andrea Malabaila. Qualcosa che esprime con una scrittura asciutta una trama snella ed essenziale. La prima parte del racconto si dipana in un gioco di rimandi tra la figura del narratore e quella del personaggio del suo libro, tra il testo che Malabaila sta scrivendo da dieci anni e che non riesce a concludere e il nuovo album dei Revolver che stenta a venire alla luce. Nella seconda, invece, è lo stesso Malabaila a farsi protagonista, infilandosi dentro la pagina scritta per forzare la storia lasciando che la sua vicenda e quella della fidanzata Carlotta entrino in diretto contatto con la storia di Damon. L’intera ossatura dell’opera è venata da una larga faglia che impedisce ai due giovani uomini di fare riemergere dal torpore la forza dell’ispirazione artistica perduta, ma anche di trovare un punto di consistenza libero dalle rispettive ossessioni. Fedele anche in questo sua ultima prova a un linguaggio tenacemente coerente nella sua scelta di semplicità, l’autore torinese strizza l’occhio alle giovani generazioni e compone un testo in cui gli appassionati di musica rock trovano liquido amniotico in cui potersi immergersi. Nell’atmosfera scanzonata e depressa che avvolge le pagine, prende corpo una sorta di romanzo nel romanzo, breve e immaginifico, che sa fare della propria debole consistenza un respiro di leggerezza che regala piacere.