Salta al contenuto principale

Ritorno a Belzagor – L’integrale

Ritorno a Belzagor – L’integrale

Mondo di Holman, esopianeta di classe VII, nel periodo d’oro della colonizzazione. Edmund Gundersen è un giovane tenente appena arrivato dalla Terra per un affiancamento alla missione di “Raccolta Veleno Naggiar” portata avanti dal Comandante Kurtz. Un uomo rude che nasconde più di un segreto e che non sopporta di buon grado “gli sbarbatelli” che gli si inviano dal pianeta madre. Diciotto anni dopo questa prima missione, Gundersen si ritrova di nuovo in una navicella spaziale in viaggio verso il pianeta, il cui nome è passato da Holman a Belzagor dopo la decolonizzazione. Questa volta la missione non è prettamente militare ma scientifica, dovrà accompagnare i coniugi Wingate, etologi e ricercatori di fama, per una esplorazione sul campo degli antichi riti degli abitanti di quello strano, incontaminato e a tratti minaccioso pianeta...

Ritorno a Belzagor, sceneggiato da Philippe Thirault e disegnato da Laura Zuccheri, viene pubblicato in Francia in due volumi nel 2017 da Les Humanoïdes Associès e in Italia l’anno successivo da Magic Press in versione integrale. Il progetto nasce da un riadattamento a fumetti del romanzo sci-fi e anticolonialista dello scrittore statunitense Robert Silverberg dal titolo Downward to the Earth (Doubleday, 1970) pubblicato in Italia nove anni più tardi con il titolo Mutazione dalla Editrice Nord. La vicenda che si dipana per il fumetto percorre le tappe di un’esplorazione scientifica di osservazione. La materia di studio è l’antico rito della Rinascita, una sorta di iniziazione in un pianeta sconosciuto, portato avanti dalle due razze senzienti del pianeta: i Nildoror, una via di mezzo fra elefanti/mammuth e il dio Chtulhu immaginato da Howard P. Lovecraft e i Sulidoror, dall’aspetto di orchi scimmieschi, più antropomorfi. La condizione di “senziente” è come in molti casi concessa dagli umani, e al lettore non è dato sapere, ma solo intuire, che potrebbero essere anche altre le specie dotate di un livello di coscienza superiore. Proprio la riflessione su ciò è il punto cardine del fumetto, che tuttavia si basa più sull’azione che sull’approfondimento dell’ambiente e delle razze che abitano il pianeta di Belzagor. L’adattamento dei romanzi, soprattutto di quelli fantascientifici di questo tipo (per la loro intrinseca ricchezza e visionarietà) è difficile da rendere proprio per la leggerezza che, volenti o nolenti, la scarsità di spazio del mezzo fumetto richiede: è sempre necessario fare delle scelte e limare, e spesso l’operazione risulta avvilente per il grande disegno intrinseco nella scrittura di un romanzo. Nonostante le scene cambino rapidamente, e i personaggi abbiano una caratterizzazione a tratti schizofrenica e superficiale, quando non del tutto priva di spessore psicologico, i bellissimi disegni e i colori dell’albo rendono giustizia al mondo esotico e primitivo di Belzagor, e rendono la lettura affascinante e non priva di emozioni.