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Roba da mostri

Roba da mostri

Il grande e potente Norbibaci è un terribile orco di origini ugro-finniche e il suo naturale lavoro di mostro è spaventare i bambini... o meglio, lo era: da quando gli adulti hanno iniziato ad utilizzare il proprio smartphone per far stare buoni/distrarre/addormentare i bambini, attirare la loro attenzione è diventato sempre più difficile ed i mostri come Norb ed il suo amico Pacioccone (Patch) rischiano di finire nel Dimenticatoio perché nessun bambino racconta più la loro storia. Per sfuggire all’oblio che sembra ormai il suo destino annunciato Norb decide di partire per il mondo degli amici immaginari: dal momento che i bambini vivono in un mondo virtuale, sono sempre più soli e diventare l’amico che non trovano nel mondo reale è l’unico modo per essere ricordati nell’attesa di tempi migliori. Dopo essere miracolosamente sopravvissuto alla traversata clandestina che lo porta nel mondo degli amici immaginari, Norb deve affrontare gli insulti e le discriminazioni dovuti alla sua diversità ma alla fine riesce ad essere assegnato ad un bambino. Il piccolo Lukas è diverso da tutti i bambini finora conosciuti da Norb: stargli accanto non è complicato perché ha sempre la faccia attaccata allo schermo ma perché è stato adottato e non si fida di nessuno: teme di essere nuovamente abbandonato, pensa che la sua famiglia non lo ami e non si sforzi di comprenderlo e per farsi notare ne combina di tutti i colori, al punto che non riesce ad avere alcun amico. Mentre Norb inizia a gettare le basi di un rapporto speciale con Lukas, nel mondo dei mostri la terribile Strega Gragyna, spietata funzionaria del Ministero della Paura, inizia ad indagare sull’effrazione da lui compiuta che potrebbe far collassare l’intero mondo dei mostri...

Roba da mostri, edito nella collana Tipitondi di Tunué dedicata ai lettori più giovani, è un romanzo a fumetti scritto dallo sceneggiatore livornese Emiliano Pagani e disegnato da Fabrizio Pluc Di Nicola. Nonostante la giovane fascia di età a cui la storia è principalmente destinata, l’autore è riuscito a non abbandonarsi all’ovvietà ed al semplicismo spesso dedicato ai lettori più piccoli ma ha saputo sviluppare un racconto che dietro l’approccio spassoso e ricco di battute non manca di veicolare temi importanti (l’accettazione della diversità, la paura, la difficoltà dei bambini nel richiedere aiuto) e di giocare sul citazionismo (dai teneri Orsetti del Cuore a Fantozzi, da Kafka al dipinto di Goya “Saturno che divora i suoi figli”). Molto ben bilanciato, grazie all’ottima recitazione dei protagonisti, lo spaziare dai toni scherzosi e leggeri alla sulfurea ironia passando per momenti didattici ed educativi; questo approccio narrativo rende possibile un interessante stratificazione dei contenuti: mentre il giovane lettore intravederà nel viaggio di Norbibaci un inno al potere della fantasia e dell’amicizia per sconfiggere solitudine e bullismo, il lettore più maturo potrà cogliere la metafora con il dramma dei migranti e della loro ricerca di un rifugio sicuro nonché di un’integrazione sempre più difficile da raggiungere. Memorabili anche le tavole, ariose e curate, realizzate da Pluc; nonostante lo stile caricaturale abbastanza classico, l’artista è riuscito ad essere fortemente comunicativo e a realizzare personaggi capaci di catalizzare l’attenzione del lettore più giovane e tenerlo incollato fino alla fine dell’avventura. Insomma un romanzo a fumetti da prendere in mano più volte per apprezzarne ogni piccola cosa, ogni scelta e godere di una storia sempre nuova man mano che si scovano diversi messaggi nascosti.