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Rocketeer – Alla guerra!

Rocketeer – Alla guerra!

Alla fine del 1942, gli Stati Uniti sono ormai completamente coinvolti nella guerra. Anche Cliff Secord, alias Rocketeer, non resta indifferente alla necessità di sconfiggere il nazismo e, oltre a prendere la decisione di arruolarsi, consegna il suo equipaggiamento di volo al Governo al fine di poterlo brevettare per l’impiego contro il nemico. Così, mentre lo Zio Sam progetta una versione militare di Rocketeer con scarso successo, Cliff combatte coraggiosamente in nord Africa senza il suo jet-pack, salvando la vita alla pilota della RAF Roxy. Nel frattempo a Los Angeles, Betty, la prorompente compagna di Cliff, decide di dare il suo contributo arruolandosi nello USO, un corpo femminile il cui compito è quello di intrattenere i soldati sul fronte europeo. La situazione sembra presto precipitare quando i servizi segreti intercettano comunicazioni nemiche riguardanti un piano che, tramite l’utilizzo di una tecnologia sviluppata da tedeschi e giapponesi, potrebbe portare la guerra su suolo americano. I vertici delle forze armate capiscono che è giunto il momento di restituire il jet-pack a Cliff, unico in grado di pilotarlo e, riformato il team con Peev, comincia la missione per sventare i progetti dei nazisti. Anche per un eroe navigato come Rocketeer il compito non sarà però semplice e, soprattutto, non mancheranno sorprese…

Dopo le run di Mark Waid e di Roger Langridge, tocca a Marc Guggenheim prendere la staffetta del personaggio dal fascino vintage creato da Dave Stevens negli Anni ’80. Lo scrittore newyorchese, forte dell’esperienza maturata tra le maggiori testate DC e Marvel, TV e gaming riporta le avventure di Rocketeer a quell’equilibrio tra azione e leggerezza sul quale puntò il compianto Stevens. Alla Guerra!, il quarto volume che Saldapress dedica alla testata, rappresenta infatti, con tutta probabilità, il migliore edito dopo Le origini, proprio grazie alla capacità di Guggenheim di non voler rendere né troppo dark né troppo cartoon un personaggio nato per essere sì una classica simpatica canaglia, ma non di certo una macchietta. Complice del netto miglioramento è di sicuro l’ambientazione bellica, che richiama volutamente le più classiche avventure di Captain America e che conferisce una nuova prospettiva alle storie di Cliff; ma un ulteriore plus è anche rappresentato dal lavoro fatto sui dialoghi, più attuali e meno forzatamente legati alla rievocazione della golden age. Un’opera quasi perfetta che trova graficamente il suo apice nelle parti gestite da Dave Bullock, che si alterna al veterano J Bone, in grado di riportare alla mente leggende come Jack Kirby e John Romita.