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Rodrigo Gambarozza e Scricciolo il suo scudiero

rodrigogambarozza

È una notte buia, più nera di un corvo, della pece e del carbone messi insieme. Piove a dirotto e soffia forte il vento. Su un viottolo di campagna, trainato da tre asini con tintinnanti finimenti di campanellini, arranca uno strano carro a forma di casa. Sopra le finestre, e sotto l’ultima fila di tegole, si legge la scritta: Teatrino delle marionette di papà Dick. In effetti, papà Dick è alla guida del carro, non fosse che si è addormentato da un pezzo; lo stesso vale per la moglie, che russa all’interno della casa-carro. Ma dov’è il piccolo Scricciolo? Risvegliatisi di soprassalto, mamma e papà Dick non lo trovano da nessuna parte e temono che Rodrigo Gambarozza, il più spietato di tutti i briganti, lo abbia rapito mentre loro dormivano. Su quella stessa strada di campagna, solo molto più indietro, Scricciolo si apre un varco tra le piante della Foresta dei brividi. In questo terribile bosco infestato di spiriti, mostri e serpenti, abita anche il fuorilegge Rodrigo Gambarozza, famoso per compiere le peggiori cattiverie per puro divertimento. Tuttavia, o forse proprio per questo motivo, Scricciolo ha deciso di andare a cercarlo. Poiché ha sentito dire che chi non sa distinguere tra bene e male rimane per sempre un bambino (e lui, Scricciolo, vuole senz’altro crescere e diventare grande), si mette sulle tracce di Rodrigo, di sicuro uno specialista nel campo del male…

Come si legge nella pagina che precede il primo capitolo, Michael Ende aveva iniziato a scrivere questa storia negli ultimi anni della sua vita: ne aveva battuto a macchina i primi tre capitoli, ma non era riuscito a completarla. Più di venti anni dopo, Wieland Freund – studioso di germanistica e anglistica, grande ammiratore di Ende - l’ha conclusa per lui. Un incipit semplice ma perfetto, che coinvolge quasi tutti i nostri sensi, porta “nel bel mezzo” della storia: nel bel mezzo del buio Medioevo, della settimana e della notte. E del bosco, ovviamente, perché il nostro protagonista prima di tutto si perde. O forse è più esatto dire che sono i suoi genitori a perderlo, perché Scricciolo – segni particolari: determinazione e spericolatezza – è fermamente motivato a perdersi, per trovare il più famigerato dei briganti e diventare il suo scudiero. Mai fidarsi però di ciò che la gente mormora, tantomeno delle apparenze: Rodrigo è tutt’altro che spietato e violento, soltanto si è faticosamente costruito questa nomea per essere lasciato in pace, complice la barba nera e ispida e i suoi due metri di altezza. Non è per niente facile essere ciò che si è e fare ciò che si vuole! E se il mondo ci fa paura, bisogna fare ancora più paura al mondo, per difendersi. O forse no? Una storia che ha il passo lungo dell’avventura, che piacerà a grandi e piccoli, vi farà ridere e desiderare che non finisca, vi farà sentire forte e chiaro che “coraggioso (...) è chi conosce la paura e la vince”.