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Roma brucia

Roma brucia

Il baluginare di una fiamma sulle merci di uno dei tanti, innumerevoli mercanti in attività a Roma. Il fuoco si espande, fermarlo è impossibile! Ma Roma è famosa per gli incendi. Perché preoccuparsi?! Gli incendi sono tanto frequenti che Augusto ha istituito un corpo specializzato che si occupi di arginarne i danni, gestirne l’espansione e far sì che i danni non siano troppo gravosi. Ma questa volta il fuoco è più forte, vittorioso divampa, arde, divora quartieri, insulae, esseri umani... fiamme, fumo, un calore mai visto devastano la Città Eterna. L’Urbe è in ginocchio. Mai – tranne che nel 390 a.c. - Roma ha vissuto una tragedia simile in termini di fuoco e fiamme. Questo non è un incendio. Questo è l’Incendio! L’incendio del 64 d.c. è il disastro meglio ricordato della storia di Roma, una tragedia (quasi) senza precedenti le cui ripercussioni avranno effetti senza precedenti non solo sulla ricostruzione dell’Urbe, ma anche sulla sua vita economica e, soprattutto, sul suo destino politico. L’imperatore in carica, Nerone – Nerone Claudio Augusto Cesare Germanico – fa tutto ciò che è in suo potere per arginare i danni e supportare il popolo prostrato. Ma le voci corrono, la maldicenza non conosce freni. Che sia stato proprio l’Imperatore, per il suo egoistico interesse, a causare un incendio così spaventoso? Dopotutto, la devastazione delle fiamme permetterà all’Imperatore Nerone di intraprendere i lavori necessari alla costruzione della sua tanto desiderata Domus Aurea...

Nerone è l’imperatore pazzo e piromane che ha bruciato Roma per costruire la sua residenza – la Domus Aurea, ha cantato La Caduta di Troia sul balcone del suo palazzo mentre l’Urbe bruciava, ispirato dalle fiamme come la sua istrionica personalità richiedeva, e ha incolpato i Cristiani per coprire le sue colpe aprendo un’era di crudeli persecuzioni. La lezione l’abbiamo imparata tutti e tutte, dalle scuole medie – se non prima – in poi. Ma davvero è andata così? Davvero Nerone è stato un folle piromane? Il saggio di Barrett non è un’apologia di uno degli imperatori romani più calunniati della Storia- le colpe di Nerone non vengono messe in ombra, ma non sono il focus del testo – ma una disamina accurata e dettagliata di un evento senza precedenti nella storia di Roma antica. Perché, a fronte della frequenza degli incendi nel corso della vita di Roma, proprio quello del 64 d.c. ha avuto un impatto così significativo da porre fine a una dinastia? Fuoco e fiamme erano così familiari al populus Romanus da creare leggi apposite per gli incendiari e da spingere Augusto a creare il primo corpo di milizie paragonabile ai pompieri odierni... Che portata ha avuto, dunque, l’Incendio di Roma? Perché Nerone viene individuato come colpevole sin dagli autori antichi? Sebbene il saggio di Barrett sia indirizzato, esplicitamente, ai non addetti ai lavori, tuttavia è ricco di riferimenti storiografici, archeologici e bibliografici, allo scopo di fornire al lettore un resoconto il più possibile integro e completo, privo di facili pregiudizi. È facile studiare la storia adagiandosi sull’aneddotica che ha il gusto del pettegolezzo. Meno semplice è ricostruire una Storia complessa, stratificata e priva di facili risposte, ma le cui ripercussioni durano per sempre.