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A Roma - Da Pasolini a Rosselli

A Roma - Da Pasolini a Rosselli

Roma, da sempre terra di forestieri ed esuli, di poete e poeti. Vi approda nei primi anni Sessanta Giovanna Sicari, di origini tarantine. Tra infinite salite e discese, verdissimi pini e tramonti inimitabili, nella “paesana gioia” del quartiere di Monteverde Vecchio, passeggia la ragazza che “conobbe / le stagioni a villa Sciarra”... Nel 1954 a Monteverde viene ad abitare Pier Paolo Pasolini – quando ancora Monteverde Nuovo era campagna e i “ragazzi di vita” si rincorrevano tra i palazzoni popolari di Donna Olimpia. Il ricordo di Pasolini a Roma è oggi più vivo che mai: nelle targhe su palazzi e osterie, nelle tante gigantografie in bianco e nero che lo ritraggono... Ancora Monteverde Vecchio, scuola elementare “Francesco Crispi”. Per lavorarci arriverà a Roma, solo, un altro “esule” di natali livornesi, Giorgio Caproni... Da via Dandolo al belvedere del Pincio, ogni domenica: la passeggiata dei coniugi Rodari, Gianni e Maria Teresa... Borghetto Flaminio. Ai piedi di Villa Strohl Fern per anni visse e lavorò – e in tante occasioni cucinò per gli amici in cene improvvisate a tarda ora – l’estroso Valentino Zeichen, nella sua “baracca del poeta”...

Non solo Monteverde, ma anche via Ripetta e il suo “caveau”, il Rione Monti, il fascino immortale del Cimitero degli inglesi, i vicoli trasteverini e il centro storico, San Lorenzo e il litorale laziale: una “passeggiata” attraverso i quartieri romani che più portano impressa la memoria dei poeti che li hanno vissuti. Così si animano tra le pagine Valentino Zeichen, Giovanna Sicari, la “pupara” Jolanda Insana, Pier Paolo Pasolini, e ancora Amelia Rosselli, Sandro Penna, Dario Bellezza, Patrizia Cavalli, Gabriele Galloni – per citare solo alcuni nomi –in un suggestivo itinerario alla scoperta della tradizione poetica italiana dagli anni Cinquanta ad oggi, che però ha più il sapore di un intimo incontro, di un omaggio gentile costellato da stralci di racconti, articoli e versi, a delineare quasi una piccola antologia di passi scelti. La penna di Giorgio Ghiotti scivola sulla pagina appassionata, limpida, mentre invita il lettore ad alzare lo sguardo e a immedesimarsi, a perdersi passeggiando di fianco ai poeti in una Roma “patria di spatriati” il cui fascino può ispirare ma anche far perdere la via. Ghiotti, classe 1994, una laurea in Lettere, è poeta e narratore in grado di amalgamare queste due anime con navigata scioltezza e vitalità. Scrive su “Il manifesto” e collabora con successo con diverse riviste letterarie di punta. Questo suo A Roma - da Pasolini a Rosselli è una piacevole e continua scoperta, anche per chi a Roma è nato e vissuto, poiché filtrata da occhi curiosi, sensibili alla bellezza e a quella sensazione unica, a volte dannatamente malinconica, che forse solo la Città Eterna sa offrire. Quel sentire che Ghiotti sceglie di evocare attraverso le belle parole di Carlo Bordini, poeta e storico: “A Roma [...] si può sperimentare una solitudine che non ha tuttavia nulla di tragico. È una “melina dolce” che caratterizza il carattere romano, che fa di Roma una città fantasma, sonnambula, immaginaria, e che riesce persino a produrre allucinazioni. A Roma si può fingere d’essere chiunque, un idiota o un genio, e darla a bere a tutti, persino a noi stessi.”