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Roma - Monumenti, miti, storie della città eterna

Roma - Monumenti, miti, storie della città eterna

Nell’Olimpo greco, Zeus era considerato il padre degli dèi e degli uomini, il più potente di tutti gli immortali e il supremo reggitore del mondo. I romani, dal canto loro, presero la sua figura senza cambiarne di molto le prerogative se non il nome: Iuppiter, dalla contrazione di *Diovis pater. Furono i re etruschi a introdurre il suo culto a Roma, erigendo sul Campidoglio un tempio in onore di quella che sarebbe diventata la triade capitolina: Giove, Giunone (la Hera greca) e Minerva (o Atena). Com’è ovvio, Giove divenne ben presto il sommo protettore di Roma, nonché di tutte le attività politiche, le ricorrenze pubbliche e le feste della città. Tutto ciò che era strettamente legato al dio Giove era di colore bianco: dalle vesti dei suoi sacerdoti, agli animali offertigli in sacrificio, ai cavalli che ne trainavano il cocchio, agli abiti dei consoli che ne officiavano i riti. Il Campidoglio (o Capitolium) risulta sia stato abitato sin dall’età del Bronzo. Ed è proprio nello stesso luogo in cui la leggenda narra che Romolo, il primo di re di Roma, accolse i fuggiaschi che avevano costituito il primo nucleo della città, che sorse il tempio di Giove Capitolino, la cui progettazione venne interrotta dalla guerra contro i Sabini della città di Collazia sotto Tarquinio Prisco, il quinto re di Roma. La sua costruzione richiese molti anni di duro lavoro e l’inaugurazione si fa risalire storicamente al 509 a.C., l’anno della proclamazione della Repubblica romana. La sua maestosità impressionava chiunque avesse la possibilità di ammirarlo e rappresentava senza dubbio la grandezza e la potenza della città di Roma. Sebbene sia stato più volte distrutto e ricostruito a seguito di catastrofi naturali, al giorno d’oggi resta un’importante porzione del basamento collocato all’interno dei Musei Capitolini. Le dimensioni di questi resti possono solo far immaginare l’imponenza che un abitante della Roma antica si trovava davanti ogni giorno…

Donatella Puliga – docente presso l’Università di Siena e fondatrice del “Laboratorio di ricerca sulla didattica” presso il “Centro di Antropologia e Mondo Antico” della stessa università – e Silvia Panichi – archeologa e storica dell’arte specializzata in trasmissione di temi e modelli classici nell’arte moderna – sono alla loro terza collaborazione per Einaudi dopo i fortunati saggi In Grecia e Un’altra Grecia. Con questa nuova pubblicazione si spostano a Roma per raccontare le storie che nascondono i monumenti della città eterna e i miti a loro collegati: il tempio di Giove Capitolino, imponente simbolo della Roma antica dedicato al dio protettore della città; il Santuario di Vesta, collocato al centro del Foro, in cui le sacerdotesse vergini si occupavano di mantenere sempre acceso il fuoco sacro; il sepolcro degli Scipioni, una delle più potenti e famose famiglie romane, i cui resti sono ancora oggi visitabili nei pressi della Via Appia Antica; i luoghi di Cesare, come la curia di Pompeo, dove venne brutalmente assassinato, l’Area Sacra di Largo Argentina e il Foro da lui ideato; l’Ara Pacis, lo splendido monumento – che all’epoca era tutt’altro che di quel bianco immacolato con cui si presenta agli occhi dello spettatore moderno! – simbolo della propaganda augustea; la Domus Aurea, voluta dall’imperatore Nerone a seguito dell’incendio che aveva devastato la città di Roma nel 64 d.C.; l’Anfiteatro Flavio – meglio noto come Colosseo – fatto erigere dagli imperatori della dinastia Flavia per riconsegnare alla cittadinanza le terre “rubate” da Nerone; la Colonna Traiana, a imperitura memoria delle imprese dell’omonimo imperatore contro i Daci del re Decebalo; le Terme di Caracalla, magnifico complesso che ancora oggi incanta con gli spettacoli organizzati dal Teatro dell’Opera in occasione dell’estate romana; l’Arco di Costantino, fatto erigere a seguito della vittoria contro Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio, rubacchiando qui e lì marmi e decorazioni di altri monumenti preesistenti. Per ogni luogo le autrici raccontano tante storie e curiosità legate alla città eterna, andando a pescare non solo nel passato, ma anche in tempi molto più recenti. Le immagini e le piantine che accompagnano i capitoli permettono di visualizzare alla perfezione ciò di cui si sta trattando… sempre che non si abbia la fortuna di sfogliare questo libro direttamente in loco, che renderebbe questa lettura ancora più emozionante.