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Rossoamaro

Rossoamaro

Gennaio 1944. Nel freddo della notte una giovane staffetta partigiana percorre in bicicletta una strada sterrata fuori Sestri Levante, nonostante il coprifuoco. Pensa al suo ragazzo, il Biscia, anche lui partigiano. All’improvviso un’auto di militari tedeschi guidati da un temibile funzionario della polizia politica la blocca. Il capitano della Wehrmacht Hessen apprezza la sua gioventù e la sua bellezza. Tilde viene rilasciata. In un freddo corridoio d’ospedale, il detective Bacci Pagano attende il verdetto sull’amica Jasmine Lilamba, ridotta in fin di vita da una banda di sadici. È lì che un anziano tedesco gli offre un lavoro ben pagato: ritrovare un presunto fratellastro italiano a cui lasciare la propria eredità...

Tra salti temporali e storie private che si intrecciano alla grande storia, Bruno Morchio, l’autore di Le cose che non ti ho detto, questa volta si addentra nella vita del suo personaggio, l’ironico detective Bacci Pagano, che con la sua inseparabile Vespa color amaranto percorre le strade e i carrugi che gli sono familiari. Rossoamaro è una lezione di storia, quella storia nascosta tra le pagine mai sbiadite dei ricordi di chi ha speso la propria gioventù anelando la libertà e quella quotidiana nascosta sotto i titoli dei giornali che indigna solo per un momento e viene presto dimenticata. Le difficili esistenze di Tilde e Jasmine si sovrappongono anche nella difficoltà di scelte dovute all’essere donne. Ancora una volta Morchio ha confermato il suo talento di avvincente narratore.