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Rurale

rurale

Stretto e accovacciato nella sua bianca torre, Carnarosse avverte il familiare incedere sicuro della ragazza senza testa. La ragazza nel suo vestitino bianco si affida al roteare sicuro del suo fedele cerchio bianco, roteante tra ombre e luci del bosco e sulla pelle della campagna. Carnarosse sente che forse questa è la sera buona; desidera essere trovato, attratto e sgomento dalla prospettiva di un vagabondare necessario e da una commistione di emozioni confortevoli e ignote assieme. La testa della ragazza non può che sfarfallare ovunque, purché resti saldamente staccata dal collo, incantata e guidata dai suoni profondi e regolari della natura in cui vaga, selva e inconscio nello stesso momento, una solitudine, anzi le solitudini di tutti i simili, rarefatte e brillanti da proteggere: “Arrivò la sera, la ragazza bianca e senza la testa continuò a seguire il suo cerchio, perché il tam tam non la smette di risuonare dentro di lei. È irresistibile il desiderio di stanare quegli ansimi, quelle parti di sé che sfarfallano nella campagna”…

Rurale di Matteo Gubellini è un’opera densa di colore e di significati, come i pastelli a olio che definiscono e danno corpo alle 11 tavole che a doppia pagina la compongono. Scarna di parole ben pesate che sembrano lasciare il racconto affidato al segno e al colore, al bosco, agli alberi, alla ragazza senza testa, al gigante Carnarosse. A tutti coloro che almeno una volta sono stati simili a loro, piacevolmente smarriti nella loro solitudine e sicuri di essere a casa. La dimensione onirica in cui si trovano i protagonisti di questa storia è tangibilmente surreale: i sensi sono strappati dolcemente dalla realtà e immersi con vivida forza nel fogliame, nei prati verdissimi, nella campagna diseguale, nelle sue ombre e luci. Rurale è un viaggio attraverso boschi avventurosi che stanno dentro e fuori ognuno di noi; a tratti o con ostinata costanza. Sin dalla copertina, il rumore dell’incedere rotondo del cerchio bianco ipnoticamente ci guida tra le pagine del libro in un percorso anche ludico, tra riverberi di luci e colori, al fianco di quelle paure che hanno popolato le nostre infanzie, tutte. Un viaggio a lieto fine in cui si approda tra forti braccia protettive, un attimo prima di addormentarsi e di chiudere gli occhi, di cominciare a sognare e di allinearsi con il profondo respiro della notte o con il tam tam profondo del bosco interiore con cui ognuno sin da piccolo impara a conoscere, a decodificare, ad ascoltare, a frequentare. Scomodincanti autoproduzioni è un progetto dell’inarrestabile e prolifico Matteo Gubellini, parallelo alle sue collaborazioni ‘ufficiali’, che gli permette, per fortuna nostra, di dare voce alle sue storie e alle sue sperimentazioni in piena libertà. “I libri di Scomodincanti nascono da un’auto-inseminazione, privi del codice ISBN, insomma autoprodotti, ed io cerco di accompagnarli un po' nel mondo”, scrive qui l’autore https://www.facebook.com/Scomodincanti/ .

 


 

TESTO CRITICA