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Sabotaggio

sabotaggio

1937. Lorenzo Falcó sa ormai cosa aspettarsi da ogni missione: attesa, studio meticoloso delle mosse e delle abitudini della preda, incognita e poi il successo finale. Non è diversa la missione di rapimento del leader del partito conservatore basco. Da quando la Spagna è presa dalla morsa della guerra civile Falcó è più utile che mai: le sue capacità di segugio e di abile spia sono una risorsa enorme per il fronte franchista, a cui poco importa se gli ideali di Falcó siano o meno stabili. E così quando l’Ammiraglio deve scegliere a chi affidare una missione particolarmente delicata, il primo a cui pensa è proprio lui. Dovrà recarsi a Parigi e diventare intimo di Leo Bayard, un intellettuale che parteggia per la Repubblica, simpatizzante comunista, un narciso che si vanta di aver compiuto una fondamentale missione aerea. Il piano è semplice: Falcó assumerà i panni di Ignacio Gazán, un collezionista d’arte spagnolo residente a Cuba, volenteroso di investire acquistando le fotografie di Eddie Mayo, la compagna di Bayard, e di conoscere un così valoroso eroe della Repubblica. Collante tra i due uomini sarà Hupsi Kussen, che si spaccia per un antifascista austriaco esule in terra francese, mentre in realtà è al soldo dei servizi segreti in contatto con la Germania nazista. Niente di strano fino a qui, se non fosse per il secondo compito che spetta a Falcó, i cui contorni d’azione sono decisamente più sfumati e complessi: egli infatti deve sabotare il grande quadro che pare abbia come tema il bombardamento della città di Guernica al quale sta lavorando uno dei più grandi artisti di sempre, lo spagnolo Picasso, in occasione dell’Esposizione universale di Parigi. Ma non è affatto detto che si tratti di una missione semplice…

Arturo Pérez-Reverte, stimato giornalista spagnolo e capace romanziere, torna a raccontare le imprese di Lorenzo Falcó con questo romanzo, che è il terzo volume in cui protagonisti sono la nota spia e le vicende della Guerra civile spagnola. L’ambientazione parigina è ben ricostruita nell’immagine di una città cosmopolita e ancora lontana dall’occupazione nazista; è una Parigi aperta a tutto e a tutti: omosessuali, comunisti, travestiti, artisti, cantanti di musiche “degenerate” in fuga dalla dittatura nazista della Germania. È una città dove sembra ancora possibile sperare che la forza nazi-fascista possa essere piegata. Ma è anche una città percorsa da segreti e misteri, da complotti e trame nascoste, da contraddizioni insanabili. In questo contesto la figura di Falcó è perfettamente calzante, con l’alone di mistero che lo caratterizza, la vaghezza della sua identità cangiante, l’indefinitezza dei suoi pensieri e delle sue azioni: di lui si sa poco e quel poco che si sa non permette di mettere mai a fuoco completamente il soggetto. Tutti i personaggi in realtà hanno una certa dose di singolarità misteriosa che li rende poco inquadrabili: Bayard, intellettuale vicino alla sinistra e alla causa repubblicana spagnola, ma non iscritto al partito comunista; Eddie Mayo, modella e fotografa dagli enigmatici occhi azzurri, attenta osservatrice, che nasconde un passato di fantasmi; Hupsi Kussen, doppiogiochista per eccellenza. Particolarmente pregevole è proprio questo: restituire un’immagine di contraddizioni, di doppi, di un’epoca di difficile definizione, in cui vale tutto e il contrario di tutto.