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Sangue del mio sangue

Sangue del mio sangue
Frank Elder è un ispettore investigativo in pensione, una pensione quasi fittizia dal momento che non riesce a stare lontano dal suo lavoro troppo a lungo. Separato dalla moglie, con una figlia sedicenne appassionata di atletica, decide di tornare ad occuparsi del caso più complicato della sua carriera: la scomparsa di Susan Blacklock, mai più ritrovata, e la cattura di due giovanissimi assassini, McKiernan e Donald, il secondo completamente schiacciato e pilotato dalla violenta personalità del primo. A Donald, dopo anni di carcere, viene concessa la libertà vigilata e, contemporaneamente, un altro efferato omicidio ai danni di un’adolescente spensierata viene consumato con evidenti similitudini con l’uccisione di Lucy, prima vittima brutalmente assassinata dai due incarcerati...
Raccontata così sembra una trama complicata, fumosa e labirintica, e invece è perfettamente lineare. I punti forti di questo appassionante romanzo sono due: l’intreccio che non fa una piega e che incastra alla perfezione le tessere del mosaico e l’apprezzabile descrizione dei personaggi. Frank è un uomo determinato, coraggioso e tormentato, l’anima presa di mira dei demoni del passato, dai sensi di colpa, da momenti di solitudine e isolamento forzato, sua moglie intrappolata in un rapporto sentimentale destinato a terminare ed incerta riguardo i sentimenti che prova per l’ex compagno; Katherine è una figlia affettuosa ma allo stesso tempo sfuggente, indipendente nel tentativo di non stare male per una famiglia a metà; Helen, madre di Susan, persa nel ricordo di una figlia persa eppure ancora animata da una scintilla di autentica passione; Donald Shane inquietante nelle sue perversioni e nella sua totale incapacità di autodefinirsi oltre il rapporto morboso intessuto con McKeirnan, a tratti scosso da sentimenti forti venati di follia; McKeirnan che è la perfetta incarnazione del Male così come siamo soliti percepirlo ad oggi, sui giornale e alla tv, e tutta la squadra della omicidi, così professionale e verosimile che sembra di vederli in azione sul grande schermo anziché sulle pagine di un libro, con addosso la frenesia di un lavoro che sa di caffè solubile, mozziconi semi-spenti ed occhi impastati di sonno costretti invece a restare aperti senza la minima concezione del giorno e della notte. Dopo una serie di romanzi noir che hanno per protagonista il tenente Resnick (che l’autore fa comparire fugacemente nel corso dell’opera) Harvey intesse un valido thriller-noir a tinte gialle per lettori di ogni genere e grado, perchè Frank Elder trascina tutti nelle sue indagini al punto che la sua causa diventa la nostra e quando si svela la verità riguardo la scomparsa di Susan il suo incubo personale svanisce nello stesso momento in cui la nostra curiosità morbosa trova appagamento nella quadratura del cerchio. Una curiosità insaziabile che l’autore sa abilmente placare in quattrocento pagine di pura tensione, narrativa e psicologica.