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Sant’Onofrio e la contessa

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27 giugno 1737, in prossimità del porto di Napoli. Rodolfo Pimi Degli Esposito è in viaggio da ben tre mesi, diretto a Napoli per proseguire lo studio della musica. Pur essendo avendo già compiuto diciassette anni, i suoi genitori gli hanno accordato il viaggio solo a patto che si facesse accompagnare dal suo istitutore, don Alejandro, che si tratterrà il tempo necessario affinché trovi un’adeguata sistemazione. Sulla nave non potendo suonare il violino, Rodolfo si tiene compagnia con il flauto, almeno fino a quando il mare non diventa così impetuoso da fargli sbattere lo strumento contro i denti. Mancano poche ore allo sbarco, il capitano li invita a preparare i bagagli, il giovane è preso dall’euforia, prova a controllare l’emozione chiacchierando con don Alejandro, che da sempre lo tratta come un figlio, indaga proprio su questo suo atteggiamento, gli chiede come mai abbia rinunciato a avere un figlio suo. L’indiscrezione della domanda crea imbarazzo nel sacerdote, che si ammutolisce, svia, ma nell’impeto giovanile Rodolfo insiste e alla fine il prete confessa, con delicatezza e pudore, che non si è mai sentito attratto né mai innamorato di una donna. Finalmente giungono nel porto di Napoli, Don Alejandro resta a controllare i bagagli mentre Rodolfo va in cerca di una carrozza, realizza di capire abbastanza bene la lingua. A un tratto vede un gruppo di gente di età diversa raccolta intorno a una ragazzina cenciosa che racconta una storia, si avvicina incuriosito e…

Con Sant’Onofrio e la contessa Rosario Vitale ci trasporta nella splendida Napoli capitale del Regno delle Due Sicilie, quando, nella prima metà del XVIII secolo, era ancora il principale centro artistico e culturale europeo, città sfarzosa e prossima all’inaugurazione del magnifico Teatro San Carlo. Nel racconto l’autore fa incontrare i protagonisti con il compositore Domenico Sarro, famoso in tutta Europa, cita Raimondo di Sangro, l’illuminato principe di Sansevero, sceglie come insegnante del protagonista di uno dei principali conservatori napoletani, Sant’Onofrio a Porta Capuana, proprio Francesco Durante, allievo di Alessandro Scarlatti, maestro di Pergolesi e di Paisiello, che aveva conosciuto Mozart. Emerge il legame speciale della città con la musica, i cui conservatori, già a partire dal XVI secolo, erano conosciuti in tutto il mondo. Vitale racconta con uno stile semplice e elegante, affronta con gentilezza e naturale rispetto tematiche delicate, senza mai cadere nel grottesco o nel banale. Tratteggia i personaggi nel profondo con essenziali, ma efficaci descrizioni, lascia emergere le emozioni, gli struggimenti e i batticuori per la nascita di un amore, le titubanze nei momenti cruciali della vita, il dolore della separazione e della perdita. La sensibilità di Vitale ci regala personaggi indimenticabili, pagine intime e coinvolgenti, che suscitano domande su temi attuali. Un piccolo libriccino con un ritmo narrativo lento in cui, purtroppo, la fine arriva troppo in fretta.