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Sarah - La ragazza di Avetrana

Sarah - La ragazza di Avetrana

26 agosto 2010. Sarah Scazzi esce di casa per andare al mare con la cugina Sabrina. Ama andare dagli zii, soprattutto perché Sabrina per lei è come una sorella: le confida i suoi problemi a scuola o le litigate con mamma Concetta, le chiede consiglio sui trucchi o sui capelli e, anche se c’è una notevole differenza di età, approfitta delle cerchie di amici della cugina per uscire il sabato sera. In una di queste occasioni ha conosciuto Ivano, con il quale Sabrina ha una sorta di relazione: Ivano è affettuoso, le fa sentire meno la mancanza di suo fratello, lontano per lavoro, e le dà quel senso di protezione e sicurezza di cui hai bisogno a quindici anni. In quel caldo pomeriggio di agosto, però, Sarah non va al mare e non arriva nemmeno a casa di Sabrina, nonostante sia a cento metri dalla propria abitazione. Non risponde al telefono e le sue tracce si perdono. Concetta, Sabrina, zia Cosima popolano le trasmissioni televisive, invocando il nome di Sarah, pregandola di tornare a casa e, nel caso di rapimento, supplicando gli aguzzini di lasciarla andare. Proprio quando il caso sembra arrivare ad un punto morto, zio Michele porta alla polizia il cellulare di Sara, ritrovato, a suo dire, in un campo vicino casa e questa strana circostanza induce gli inquirenti a pensare che non si tratti dell’unica cosa che l’uomo abbia da dire e decidono di interrogarlo…

Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni ricostruiscono in questo libro la celebre vicenda giudiziaria che ha interessato la morte di Sarah Scazzi. Nello specifico, l’opera si snoda su due binari: da un lato, la descrizione dei fatti, con particolare interesse alla storia di Sarah, alla sua personalità e ai suoi rapporti con amici e familiari; dall’altro, in parallelo, l’evolversi delle indagini e l’individuazione del colpevole, dapprima in Michele Misseri, successivamente nella figlia e nella moglie Cosima. Senza parteggiare per gli innocentisti o per i colpevolisti, vengono enucleate tutte le piste che furono battute all’epoca, nonché tutti gli spazi vuoti lasciati dalle indagini della magistratura e le contraddizioni in cui è incorsa, a partire dalle valutazioni eccessivamente discrezionali operate sull’attendibilità di certe testimonianze rispetto ad altre, come nel caso del fioraio, ritenuto fondamentale, nonostante le diverse versioni cambiate nel corso del tempo. Tuttavia, quello che appare cristallino, secondo un ritmo incalzante e coinvolgente, è l’intento da parte degli autori di delineare una caratteristica precipua di ciò che capita nel nostro Paese, in occasione di queste circostanze: un’attenzione spasmodica e maniacale da parte dei mass media che, spesso, consegnano all’opinione pubblica persone non preparate alla luce dei riflettori e che soffrono di una sorta di ansia da prestazione che li spinge a mascherare la realtà o manipolare la verità, se non addirittura a mentire, con conseguenze pregiudizievoli per loro stessi o per coloro che li circondano; nonché un’evidente pressione da parte della stampa su familiari e sugli organi inquirenti, i quali, a differenza di quanto prescriverebbe il codice di procedura penale, in base al quale il processo dovrebbe tendere alla ricerca della verità, lo trasformano in una temibile caccia alle streghe che, a prescindere dall’esito sotto il profilo giuridico, lascia segni indelebili sulle persone. Da questo libro è stata tratta una docu-serie Sky original prodotta da Groenlandia, composta da quattro puntate, disponibile su Sky on demand e in streaming su Now.