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Sarum

sarum

Sarum è la località del primo insediamento dove si sarebbe, poi, sviluppata la cittadina inglese di Salisbury, non lontana dalla misteriosa Stonehenge. Ma prima, molti millenni prima, è soltanto un luogo buio e freddo, così come gran parte della Terra. 7500 a.C., verso la fine dell’ultima Era glaciale. Hwll, un cacciatore della tundra del nord, ha deciso di intraprendere, insieme soltanto a sua moglie Akun e ai loro due figli, un viaggio che in molti ritengono impossibile. La sua intenzione è quella di raggiungere un luogo di cui ha a lungo sentito parlare da suo padre, a cui lo aveva raccontato suo padre prima di lui e così via, andando a ritroso nel tempo di generazione in generazione. Negli ultimi tre anni nella zona di tundra in cui si trova l’accampamento costituito solo da un misero gruppetto di wigwam fatti di pelli di renna e sostenuti da lunghi pali in cui vivono insieme ad altre quattro famiglie, infatti, la caccia è diventata misera. Hwll sa benissimo che rimanere in quei luoghi gelidi e desertici significherebbe l’estinzione per tutti loro. Tanto vale rischiare la pelle e tentare la fortuna dirigendosi verso sud, in direzione delle terre calde. Dopo aver attraversato a passo lento la tundra e aver valicato la catena montuosa, Hwll, Akun e i due bambini iniziano a spostarsi verso est, dove secondo i calcoli del cacciatore raggiungeranno finalmente la loro destinazione finale: la grande foresta. Ma, forse, Hwll non è stato così preciso nel seguire la direzione prestabilita. O magari i racconti della sua famiglia non sono corretti come credeva. Al posto della foresta che avrebbe dovuto attraversare, infatti, si trova un mare del tutto nuovo che si muove scorrendo verso sud e scavando un canalone che spazza via terra, rocce e alberi. Guardando meglio, però, Akun si rende conto che non si tratta di un mare, ma di un fiume enorme. Hwll decide quindi di invertire il passo e dirigersi controcorrente, risalendo verso ovest. Ed è lì che, su un altipiano, raggiunge un villaggio di capanne dove vivono Tep, Ulla e i loro figli. E proprio quell’incontro fortuito dà vita alla strana relazione tra il cacciatore della tundra del nord e il cacciatore dei boschi del sud…

Pubblicato per la prima volta nel 1987, Sarum è il primo romanzo storico dello scrittore inglese Edward Rutherfurd. Il titolo fa riferimento all’antico nome di Salisbury, città dove l’autore è nato e su cui ha raccolto materiale storico e testimonianze per tre anni prima della stesura della sua opera prima. È un romanzo-fiume, che percorre con minuzia di particolari e grande precisione la storia della piana di Salisbury, appunto, a partire dalla lontanissima epoca dell’ultima Era glaciale fino ad arrivare ai tempi moderni, correndo per circa novemilacinquecento anni. Filo conduttore dell’intero romanzo, come spesso accade anche nelle opere successive di Rutherfurd, è un oggetto: una statuetta in legno scolpita proprio da quel cacciatore, Hwll, che l’autore descrive come il fondatore del luogo denominato Sarum. La piccola raffigurazione di Akun, infatti, corre di generazione in generazione come un testimone silenzioso dell’evolversi dei tempi e degli uomini. Tra le pagine si assiste alla costruzione dei templi degli uomini e degli dèi più famosi della zona: Stonehenge, luogo ancora oggi avvolto nel mistero, dove i druidi celebravano i loro riti sacri, e la cattedrale di Salisbury, baluardo per la cristianità britannica, a testimonianza della tensione che da sempre l’uomo sente verso il cielo. La storia del luogo che dà il titolo all’opera viene raccontata tramite l’intreccio e le vicende di cinque stirpi familiari che, attraverso i millenni, continuano a tramandarsi nomi e caratteristiche fisiche e caratteriali, anche questo tratto comune di molti dei romanzi dell’autore britannico. Lo stile di Rutherfurd è semplice e lineare, e riesce ad accompagnare il lettore anche nelle parti più prettamente nozionistiche dell’opera, in cui gli eventi storici prendono leggermente il sopravvento su quelli più romanzeschi, rendendo la narrazione un po’ più lenta e a tratti noiosetta.