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Scacchi revolution - Dal mondo antico all’età digitale

Scacchi revolution - Dal mondo antico all’età digitale

Settembre 1995, campus della Brigham Young University (BYU) di Provo, nello Utah. Erik Allebest ha diciott’anni, viene da una famiglia mormone e sta muovendo i primi passi in un mondo che non lo convince a pieno, ma ha un progetto: si è iscritto a letteratura, ma il libro di Shakespeare aperto nasconde riviste su computer, html e linguaggi di programmazione. Il suo hobby è però giocare a scacchi e lo fa tutti i giorni con un compagno di studi. Quel giorno Jarom (Jay) Severson, coetaneo e mormone anche lui, studente di economia alla stessa università, passeggia nei corridoi dello studentato e da una porta aperta al terzo piano vede Erik che sta meditando su una scacchiera la prossima mossa di fronte al suo compagno di stanza. Jay ed Erik si erano incrociati poco prima in bagno: spazientito per la lentezza di Jay che continuava a strofinarsi i denti occupando il lavandino, Erik aveva sbuffato chiedendo all’altro se il padre faceva il dentista. Vedendolo entrare Erik pensa che Jay voglia riprendere, con altri toni, la chiacchierata del bagno, invece Jay chiede semplicemente di poter sfidare il vincente. Non solo batte il vincente, ma batte anche l’altro; e più di una volta. Dieci anni dopo Erik molla tutto, un bel lavoro redditizio, e contatta Jay, impiegato in un’altra azienda con un lavoro altrettanto redditizio, per proporgli una sfida bizzarra: rilevare il sito Chess.com e dare vita ad uno spazio online dedicato solo agli scacchi, alla vendita di pezzi e software, ma anche aperto a blog, esperti e possibili partite online fra utenti registrati. Siamo nel 2006: i due compagni d’università stanno per dare vita ad una delle piattaforme di scacchi oggi più seguite nel mondo. Ma non lo sanno ancora…

Peter Doggers è un giornalista esperto in scacchi che, come Erik e Jay, ha lasciato ogni altra attività per dedicarsi alla divulgazione ed allo studio della sua grande passione, quel “gioco dei re” che oggi è diventato il “re dei giochi”. Dopo aver fondato ChessVibes collabora da anni con la più grande piattaforma online di gioco e diffusione della cultura scacchistica, Chess.com, lanciata nel 2007 e oggi frequentata da grandi maestri, campioni del mondo come Magnus Carlsen, ma anche milioni di semplici appassionati: non a caso il logo grafico è un pedone. Doggers compila un’enciclopedia essenziale della storia e dell’evoluzione del gioco, riportando le origini remote e quasi mitologiche degli scacchi, tracciandone la fortuna in tutti i campi del sapere, dalla letteratura, alle arti, alla scienza ed alla tecnologia (ampio spazio è dedicato ad Alain Touring ed alle prime macchine computazionali definite come “intelligenze artificiali”, termine coniato nel 1956 da McCarthy, basate proprio sullo studio degli scacchi), fino ad ipotizzarne possibili potenziali sviluppi. L’assunto di base del saggio, documentato e narrato con continui accenni autobiografici, è che gli scacchi sono la vita, perché hanno sempre avuto uno status di attività popolare che, al di là dell’aspetto ludico, ha da sempre sintetizzato il fascino della metafora della competizione, della strategia, della visione del mondo, insieme alle potenzialità della mente umana. Il saggio di Doggers esplora il radicamento in noi, in modo consapevole o meno, della mentalità del gioco degli scacchi, dagli albori dell’umanità fino alla sfida che oggi, dopo la pandemia e il boom legato a Chess.com e La regina degli scacchi di Travis, stanno affrontando, fra tradizione e innovazione, fra lobby politiche che occupano la FIDE (Federazione internazionale degli scacchi) e pulsione anarchica che vive nelle piattaforme online. Una cosa è certa: il futuro degli scacchi è roseo.