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Scene da una domesticazione

Scene da una domesticazione

Lei è un’attrice. Anzi, molto di più. È l’attrice trans più brava di tutta l’Argentina. Avrebbe potuto ricoprire qualsiasi ruolo, recitare nelle pièce più alla moda, scegliere parti molto remunerative, che l’avrebbero arricchita ancora di più. Ma lei, per sfizio, ha voluto mettere in scena La voce umana di Jean Cocteau, opera con la quale si sono misurate almeno una volta grandi dive del passato come Anna Magnani e Ingrid Bergman. La maggior parte dei produttori con cui aveva lavorato (e a cui aveva fatto guadagnare modeste fortune) hanno rifiutato il progetto con quelle che all’attrice sembrano scuse, prima tra tutte il tema non attuale, un femminismo considerato superato che avrebbe attirato pareri negativi della critica. L’attrice, ovviamente, non ha rinunciato, finanziando lei stessa il progetto… Lui è un avvocato penalista specializzato in frodi informatiche, proveniente da una famiglia di intellettuali molto ricchi, con tanto di casa in campagna e scuderia di cavalli. I genitori di lui sono morti, per cui il loro unico figlio ha ereditato una grande fortuna. Lui è omosessuale e prima di lei stava con un ragazzo più giovane, ma dal momento in cui l’ha vista ad una festa di amici comuni ha desiderato di possederla. Dopo un fidanzamento idilliaco, si sposano e decidono di adottare un bambino sieropositivo dall’orfanotrofio…

Considerata una delle voci letterarie più dirompenti del panorama argentino attuale, Camila Sosa Villada ha dato vita a un romanzo atipico in cui i personaggi si mostrano per quello che sono. Infatti, non c’è nessun desiderio dell’autrice di far emergere solo la parte migliore dei protagonisti: ne descrive in modo chiaro e oggettivo virtù e debolezze, come se potessero essere universali, tanto che il nome proprio dei personaggi non viene mai espresso, a favore del loro ruolo nella società e nella famiglia. La protagonista è infatti l’attrice, con il marito, il figlio, oltre al padre e alla madre dell’attrice, al regista e tutti gli altri, persino le comparse. Allo stesso tempo tutto il romanzo lascia trasparire la sfera emotiva e privata dell’attrice, nello specifico il desiderio di essere accettata all’interno di una famiglia che sembra esserle ostile, dove solo la madre riesce a capirla e ad essere contenta della persona che è diventata, mentre il padre, ancora dopo tanti anni, non è ancora riuscito ad accettare la sua scelta, lasciando trasparire questo suo pensiero in ogni suo gesto e parola, specialmente se paragonato al trattamento che riserva al suo figlio maschio, eterosessuale e sposato con una donna a lui fedele, con una bimba già nata e un altro in arrivo. Tale insicurezza interiore è mascherata da un comportamento fiero e sicuro di sé nella sfera professionale e affettivo-sessuale. In più, il romanzo tocca l’amore e il sesso in tutte le loro forme, mette in evidenza che la famiglia spesso è quella che si sceglie, che si forma e che ci si impegna a far funzionare ogni giorno, una quotidianità quasi rassicurante che a volte però uccide la passione. A tutto ciò si intervallano tradimenti e gelosie, incomprensioni e litigi, amore puro che spinge ad adottare un bambino sieropositivo e sperimentazione sul piano sessuale. Il linguaggio è diretto, crudo e ricco di dialoghi. La narrazione ha flashback e anticipazioni. Spinge anche a riflettere: “Non avevano mai immaginato, né lei né lui, che l’amore potesse essere così insopportabile”.