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Scrivere fantascienza

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Per quale motivo un ragazzino appassionato di scienza e paleontologia intraprende la carriera di scrittore di fantascienza? Quali letture lo hanno affascinato al punto da spingerlo a mettersi alla scrivania e cominciare a scrivere, e quali sono state le tappe del suo necessario apprendistato? Dove e in che modo è riuscito ad acquisire le nozioni tecniche indispensabili per riuscire a produrre storie in grado di appassionare i lettori di mezzo mondo? Chi sono stati i suoi maestri? Da quali scrittori ha preso e prende ispirazione? In che modo riesce a vincere tutti i dubbi che inevitabilmente si affacciano nella pratica quotidiana della scrittura, come riesce a mantenere alti impegno e motivazione, senza lasciarsi scoraggiare dagli immancabili fallimenti? Che tipo di atteggiamento tiene davanti alle critiche di chi non apprezza il suo lavoro? Quali consigli darebbe a uno scrittore esordiente? Potrebbe essere utile frequentare qualche corso di scrittura creativa, oppure è meglio imparare da autodidatti, magari con l’aiuto di qualche buon manuale? Meglio scrivere racconti o romanzi? È preferibile cercare di fare il prima possibile il proprio debutto, o è meglio accumulare esperienze di vita che si possono poi trasporre sulla pagina scritta? Come è possibile mantenersi sempre sulla cresta dell’onda evitando di fare la fine di tanti esordienti di talento che non sono riusciti a dare continuità al loro lavoro?

Scrivere fantascienza è un libro che non può mancare nella biblioteca di tutti gli appassionati di fantascienza. Non capita infatti tutti i giorni di poter leggere i consigli di uno degli autori che hanno contribuito a fare la storia del genere. Nel corso di una carriera iniziata nel 1954, Robert Silverberg ha accumulato una nutrita serie di Premi Hugo e di Premi Nebula, è stato ammesso nella Science Fiction and Fantasy Hall of Fame nel 1999 ed è diventato, nel 2005, il ventunesimo Grande Maestro della Science Fiction and Fantasy Writers of America. Dall’alto di una simile esperienza, nella prima parte di questo volume Silverberg non lesina i suoi suggerimenti nei confronti di chi volesse muovere i primi passi come scrittore di fantascienza. Nella seconda parte Silverberg apre invece il cassetto dei ricordi e condivide con noi alcuni momenti legati alla sua assidua frequentazione della scena fantascientifica, che lo ha visto tra l’altro partecipare a tutte le cerimonie di assegnazione dei Premi Hugo, a partire dalla prima tenutasi nel 1953. Leggere le sue parole significa avere accesso a uno sguardo privilegiato sulla nascita, l’evoluzione e le diverse fasi di sviluppo e crescita del settore. Quello che emerge con particolare forza dalle parole e dagli aneddoti di Silverberg è il senso di appartenenza e di spirito di gruppo che caratterizzava (e forse, in parte, ancora caratterizza) la comunità degli scrittori di fantascienza: un gruppo di amici che condividono gli stessi interessi e le stesse passioni, dove lo spazio per le invidie professionali è ridotto al minimo. Allo stesso tempo, attraverso il commosso ricordo che Silverberg dedica agli amici e colleghi che ci hanno lasciato, ci viene data la possibilità di conoscere più da vicino le figure di scrittori che hanno fatto la storia del genere, autori del calibro di Isaac Asimov, Robert A. Henlein, Philip Dick, Roger Zelazny, John W. Campbell e Lester Del Rey.